Camorra, la minaccia dei Casalesi su Marrazzo
Roma, 31.10.2009 | di Claudia Fusani*
Dopo lo scoppio dell’affaire Marrazzo, oggi l’Unità pubblica un articolo a firma di Claudia Fusani sul possibile intervento del clan dei Casalesi nel caso che ha visto coinvolto il presidente della regione Lazio. Libera Informazione lo ripropone ponendo attenzione sugli sviluppi di un quadro che collega quanto avvenuto a Roma con le infiltrazioni nel Lazio da parte della camorra casalese.
da L’Unità, 31 ottobre 2009
Cercavano la droga e un boss latitante, sono inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi precipitati nel video sex di Marrazzo. E’ un altro lato della storia. Uno di cui si parla poco, ancora confuso perchè c’è di mezzo un morto, i clan, un’inchiesta più grande che inciampa in una, sotto il profilo criminale, sicuramente più piccola.Entrambe non si sa che fine faranno. La rovina dell’ex governatore del Lazio comincia quando gli investigatori del Ros, verso la metà di settembre, seguendo una pista di narcotraffico e di criminalità organizzata ascoltano una frase: “Dobbiamo vendere il video del Presidente”. Mentre gli investigatori sono sulle tracce di un pericoloso latitante seguendo i percorsi del mercato della cocaina che dalla provincia di Caserta risale verso Roma passando per il basso Lazio, s’imbattono nel telefono di uno dei quattro carabinieri poi arrestati. Da quel momento l’indagine devia, va decisamente fuori strada, finisce in un pantano di trans, ricatti e reputazioni rovinate e svela una storia di ritorsioni e vendette.








