Sedriano, centinaia alla fiaccolata contro le cosche e per chiedere le dimissioni del sindaco

Sedriano: manifestazione antimafia dopo l’arresto del sindaco

Sedriano, centinaia alla fiaccolata contro le cosche e per chiedere le dimissioni del sindaco

Alfredo Celeste del Pdl è ai domicialiari con l’accusa di aver favorito un imprenditore legato alla ‘ndrangheta

(Sally)












MILANO – Oltre seicento persone hanno partecipato, giovedì sera, a Sedriano, una fiaccolata di protesta contro la ‘ndrangheta e per chiedere le dimissioni del sindaco Alfredo Celeste (Pdl), arrestato la settimana scorsa e attualmente agli arresti domiciliari, con l’accusa di corruzione e di aver favorito un imprenditore legato alle cosche, Eugenio Costantino, padre di una dei consiglieri comunali di Sedriano, Teresa Costantino, recentemente coinvolta nello scandalo delle case Aler.

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Storie di ribellione alle ‘ndrine

Storie di ribellione alle ‘ndrine

E’ stato presentato a Villa San Giovanni il libro “calabria ribelle” di Giuseppe Trimarchi

Storie di ribellione alle ‘ndrine

L’autore: ” C’è chi ha trasformato il dolore e la rabbia in un impegno costante”

di FRANCESCA MEDURI
Villa San Giovanni – Storie di uomini e donne che hanno detto no alla  ‘ndrangheta, storie di ribellione e speranza che raccontano una  Calabria diversa.

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LEGGE ELETTORALE, VI SVELO IL TRUCCO DEI NOMINATI

LEGGE ELETTORALE, VI SVELO IL TRUCCO DEI NOMINATI

LEGGE ELETTORALE, VI SVELO IL TRUCCO DEI NOMINATI

Marco Esposito (Assessore – Comune di Napoli) Da FaceBook 14-10-2012

Un Parlamento di nominati sta per cambiare la legge elettorale. Ovviamente la priorità di questi signori non è l’Italia, la governabilità, il futuro: è tutelare se stessi. Come fare, visto che si è chiesto il ritorno delle preferenze, che un nominato teme come un vampiro il sole?

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Zambetti e l’ndrangheta? Con le nuove norme l’assessore lombardo se la caverebbe

Zambetti e l’ndrangheta? Con le nuove norme l’assessore lombardo se la caverebbe

Corruzione: così la legge serve a poco

Domenico Zambetti, arrestato con l'accusa di aver comprato 4.000 voti dalla 'ndranghetaDomenico Zambetti, arrestato con l’accusa di aver comprato 4.000 voti dalla ‘ndrangheta

L’assessore della Regione Lombardia arrestato con l’accusa di aver comprato 4.000 voti dalla ‘ndrangheta non sarebbe potuto essere neppure indagato per voto di scambio, al pari di molti politici già sorpresi in relazioni pericolose con le cosche, se (come documentato da una intercettazione) non avesse pagato in denaro.

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Morosini ai mafiosi:chiedete perdono a chi avete fatto soffrire

Fede e ‘ndrangheta

Locri, Morosini invita i mafiosi
a pentirsi e tornare sui loro passi

Nuovo appello del vescovo di Locri-Gerace che durante l’inaugurazione dell’anno della Fede ha esortato tutti a riscoprire la Parola di Dio e ha invitato i mafiosi a pentirsi, ad abbandonare la strada del crimine e a tornare sui loro passi

di GIOVANNI LUCÀ

Il vescovo Morosini

GERACE – «Prendere il largo per gettare nuovamente le reti dall’altra parte, dove forse non le avevamo mai gettate». Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace, ha spiegato il senso dell’Anno della Fede, indetto da papa Benedetto XVI.

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La gaffe di Scopelliti: «La ‘ndrangheta? C’è in tutta Italia»

La gaffe di Scopelliti: «La ‘ndrangheta? C’è in tutta Italia»

PALAZZO INFETTO | La gaffe di Scopelliti: «La ‘ndrangheta? C’è in tutta Italia»

Durante il programma “In onda”, ospite di Luca Telese, il governatore contesta così il commissariamento del Comune di Reggio. L’ira dei cittadini sui social network

La Lombardia e la Calabria, lontane eppure non troppo. Due governatori, uno che vacilla, l’altro in acque assai agitate, due destini diversi ma che si tengono. Scopelliti negli studi del programma “In onda”, su La 7, stringe le mascelle, sotto l’attacco di Luca Telese, cerca qualche volta la sponda di Porro, ma a venirgli incontro sono solo gli occhi glaciali dell’avvocato Paniz.

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reggiocalabria palazzosangiorgio

Non solo appalti: nella relazione dei commissari, la scalata delle ndrine a coop e Terzo settore

Non solo appalti: nella relazione dei commissari, la scalata delle ndrine a coop e Terzo settore

reggiocalabria palazzosangiorgio


di Alessia Candito – C’è un’altra frontiera dell’indebita appropriazione di soldi, fondi e finanziamenti pubblici che i clan reggini hanno varcato negli anni ruggenti esaminati dalla commissione d’accesso nella propria relazione, servita al Ministro Anna Maria Cancellieri per proporre e incassare lo scioglimento del Consiglio Comunale: quella delle cooperative e del terzo settore.

Un settore importante dell’Ente comunale e che riceve altrettanto importanti finanziamenti: da gennaio 2011 al febbraio 2012, si legge nella relazione, “risultano impegnati Euro 10.486.000 dei 56.546.300 complessivamente impegnati dall’Ente nel periodo”. Una fetta di torta troppo importante perchè le cosche non se ne interessassero. “Recenti indagini giudiziarie effettuate dalle forze dell’ordine hanno evidenziato come alcune famiglie criminali attraverso la costituzione di associazioni e cooperative, spesso intestate ad anonimi prestanome, abbiano ricevuto l’affidamento di alcuni servizi di carattere sociale finanziati dall’Ente”, annotano i commissari, che sottolineano “ancor più inquietante, la circostanza che, i casi individuati abbiano avuto ad oggetto lo svolgimento di funzioni assistenziali rivolte ai ragazzi”.

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Regione Lazio, indagato capogruppo Idv «Prelevati 700mila euro dai fondi del partito»

SCANDALO FONDI AI PARTITI

Regione Lazio, indagato capogruppo Idv
«Prelevati 700mila euro dai fondi del partito»

Maruccio indagato per peculato si dimette: avrebbe girato denaro su conti personali. «Usati per attività politica, spiegherò tutto»

Vincenzo Maruccio (Ansa)
















Vincenzo Maruccio (Ansa)

ROMA – Vincenzo Salvatore Maruccio, consigliere dell’Italia dei Valori (Idv) e capogruppo dell’Idv alla Regione Lazio è stato indagato dalla Procura di Roma mercoledì mattina per peculato: gli vengono contestati assegni e prelievi irregolari dai conti del suo gruppo consiliare per un ammontare di 700 mila euro. Secondo quanto accertato dai pm di Roma, il politico si sarebbe girato una parte del denaro su propri conti in Italia. Perquisiti la sua casa e il suo ufficio alla Pisana in seguito ad una segnalazione di operazione sospetta giunta alla Guardia di Finanza da Bankitalia. «SPESE PER POLITICA»

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