Sedriano, centinaia alla fiaccolata contro le cosche e per chiedere le dimissioni del sindaco

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Sedriano: manifestazione antimafia dopo l’arresto del sindaco

Sedriano, centinaia alla fiaccolata contro le cosche e per chiedere le dimissioni del sindaco

Alfredo Celeste del Pdl è ai domicialiari con l’accusa di aver favorito un imprenditore legato alla ‘ndrangheta

(Sally)












MILANO – Oltre seicento persone hanno partecipato, giovedì sera, a Sedriano, una fiaccolata di protesta contro la ‘ndrangheta e per chiedere le dimissioni del sindaco Alfredo Celeste (Pdl), arrestato la settimana scorsa e attualmente agli arresti domiciliari, con l’accusa di corruzione e di aver favorito un imprenditore legato alle cosche, Eugenio Costantino, padre di una dei consiglieri comunali di Sedriano, Teresa Costantino, recentemente coinvolta nello scandalo delle case Aler.

Il corteo ha percorso le vie del paese mostrando cartelli con scritto «No alla ‘ndrangheta a Sedriano, sindaco dimettiti» e scandendo slogan per inneggiare, appunto alle dimissioni. Alla fiaccolata, organizzata dal gruppo di opposizione «Centrosinistra di Sedriano» con l’adesione dei circoli locali dell’Udc, della Lega Nord, del Movimento 5 Stelle e di «Sinistra per Sedriano», hanno partecipato anche i sindaci di Arluno, Vittuone, Settimo Milanese, Cornaredo, Pregnana Milanese, Vanzago e il vicesindaco di Magenta. Presenti anche Libera, l’Anpi, la Carovana Antimafia e poi il consigliere provinciale Massimo Gatti, il consigliere regionale Francesco Prina e il coordinatore provinciale di Fli Basile, con i vice coordinatori Giordano e D’Agostino.

L’INTERROGATORIO – E proprio giovedì mattina si è tenuto al Tribunale di Milano l’interrogatorio del sindaco. Celeste, 59 anni, insegnante di religione, difeso dall’avvocato Giorgio Bonamassa, ha risposto a tutte le domande e fino ad ora non ha mai manifestato l’intenzione di dimettersi, così come il resto della giunta. La settimana prossima si terrà un altro interrogatorio, al termine del quale il legale chiederà la revoca della misura cautelare. A quanto si è appreso, Celeste avrebbe riferito di aver incontrato Costantino solo quattro volte e che quest’ultimo gli era stato presentato «come uno dei referenti politici in zona della Democrazia Cristiana per le Autonomie». Quanto all’inserimento nella lista elettorale di Teresa Costantino, il sindaco avrebbe precisato di aver ricevuto indicazioni dal coordinamento regionale del Pdl di inserire un rappresentante di quel partito fra i candidati consiglieri, in quanto parte di un accordo nazionale. La scelta alla fine cadde su Teresa.

MOZIONE DI SFIDUCIA – Dato che il sindaco non ha intenzione di dimettersi, l’opposizione cercherà di obbligare lui e l’amministrazione a farlo con una mozione di sfiducia firmata dagli otto consiglieri (su venti) di «Centrosinistra per Sedriano», Lega Nord e Udc. Il consiglio comunale dovrà essere convocato entro un mese. «Riteniamo che, a fronte dei provvedimenti emessi dalla magistratura, alla base dei quali vi sono le intercettazioni telefoniche che sono state diffuse, non ci siano più le condizioni affinché il sindaco e il consiglio comunale possano continuare ad operare» spiega il consigliere del Pd Maria Teresa Olgiati. «Facciano pure la mozione, in consiglio si vedrà se hanno i numeri per approvarla – replica il vicesindaco Adelio Pivetta – Noi non abbiamo niente da nascondere, tutti gli atti sono stati fatti con la massima trasparenza e lo dimostreremo. Dall’opposizione solo calunnie».

Giovanna Maria Fagnani