La gaffe di Scopelliti: «La ‘ndrangheta? C’è in tutta Italia»

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PALAZZO INFETTO | La gaffe di Scopelliti: «La ‘ndrangheta? C’è in tutta Italia»

Durante il programma “In onda”, ospite di Luca Telese, il governatore contesta così il commissariamento del Comune di Reggio. L’ira dei cittadini sui social network

La Lombardia e la Calabria, lontane eppure non troppo. Due governatori, uno che vacilla, l’altro in acque assai agitate, due destini diversi ma che si tengono. Scopelliti negli studi del programma “In onda”, su La 7, stringe le mascelle, sotto l’attacco di Luca Telese, cerca qualche volta la sponda di Porro, ma a venirgli incontro sono solo gli occhi glaciali dell’avvocato Paniz.

Il governatore della Calabria difende Formigoni, la sua teoria è semplice: il presidente della Lombardia non poteva sapere, non può pagare per le malefatte di altri, non deve dimettersi. La strategia è chiara, separare i destini dei governatori da quelli dei loro uomini di maggioranza caduti sotto le inchieste, perché lui già adesso si trova in una situazione molto somigliante. Le due regioni hanno in comune un alto numero di consiglieri indagati, qualcuno perfino agli arresti. Tre i membri della maggioranza di Palazzo Campanella finiti dietro le sbarre per reati gravissimi.
Scopelliti è seduto negli studi televisivi perché la città che lo ha visto sindaco è stata commissariata per contiguità con la ‘ndrangheta. Ascolta la lettura di alcuni passaggi della relazione che ha indotto il governo a mandare i commissari prefettizi, «fa venire i brividi» commenta Telese, mentre il governatore ripete come un mantra che il «commissariamento non aiuterà la città». Intanto le telecamere mandano le immagini di una Reggio divisa, tra chi guarda all’arrivo dei commissari come un’opportunità di legalità e quanti gridano che «i giornalisti stanno ammazzando il turismo». Compare Massimo Canale, che fu candidato del centrosinistra, giusto per dire che del commissariamento si deve prendere atto, senza altri commenti, mentre l’ormai ex sindaco Arena è inutilmente atteso da David Parenzio. Al suo posto c’è un’inferocita consigliera che difende l’amministrazione, strappando una faccia soddisfatta a Scopelliti in studio. «Ma insomma la ‘ndrangheta a Reggio era nel Comune oppure no? La Cancellieri si è sbagliata?» domanda spietatamente Telese. «C’è come in tutta Italia, ormai è dappertutto», è la replica evasiva di Scopelliti, che farà infuriare i cittadini su Facebook e Twitter. Ma non basta, perché il governatore della Calabria deve spiegare che il commissariamento è un attentato alla democrazia, e lo fa dicendo che «quando nei quartieri difficili di Reggio mancherà l’acqua, i cittadini si rivolgeranno alle persone sbagliate e non ai commissari prefettizi, perché questi non sono radicati nella città, non ne sanno nulla». Come dire che il commissariamento potrebbe regalare la città alla sua parte più malata. Scopelliti riprende fiato solo quando il confronto si sposta sul futuro politico, e qui ha modo di spiegare cosa vede all’orizzonte, perché «l’esperienza del Pdl va archiviata, oggi occorre pensare a un Polo dei moderati, con l’Udc, ma anche con la Lega». Da Reggio i lavoratori della Leonia e della Gdm, senza stipendi da mesi, gli gridano di fare qualcosa per il lavoro in Calabria.

Michele Giacomantonio

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