L’imprenditore Michele Luccisano: “La ‘ndrangheta vuole la mia azienda”

L’imprenditore Michele Luccisano: “La ‘ndrangheta vuole la mia azienda”

L’imprenditore Michele Luccisano:
“La ‘ndrangheta vuole la mia azienda”

Negli ultimi anni il frantoio di Michele Luccisano ha subito sette furti. E lui stesso è stato vittima degli usurai, che ha fatto finire in galera. Mentre continuano intimidazioni e strani ‘segnali’, è convinto che le cosche vogliano costringerlo a chiudere, ma non vuole cedere

«Ho dovuto imparare a guardare in faccia la ‘ndrangheta. I clan vogliono la mia azienda. So come parlano, so come ragionano. Ma non ho intenzione di cedere, nonostante lo Stato mi abbia lasciato solo dopo le mie denunce».

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‘Ndrangheta: estorsioni a coop agricola e imprenditore, 6 fermi

‘Ndrangheta: estorsioni a coop agricola e imprenditore, 6 fermi

Cosca tagliò mille alberi di ulivo a coop


23 gennaio 2014
Vibo Valentia. I carabinieri delle compagnie di Vibo Valentia e di Tropea hanno fermato sei persone perché accusate di estorsione e tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Dda di Catanzaro. Quattro persone sono accusate di estorsione nei confronti della cooperativa agricola Talitha Kumi la quale, nel novembre del 2011, subì un danneggiamento. I quattro fermati sono: Domenico Bonavota, di 35 anni; Domenico Cugliari (55), Gregorio Giofrè (41) e Giuseppe Barbieri (41).

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Homage to Gianluca Congiusta, a young businessman from Calabria, an innocent victim of the ‘Ndrangheta and our indifference.

Homage to Gianluca Congiusta, a young businessman from Calabria, an innocent victim of the ‘Ndrangheta and our indifference.

Homage to Gianluca Congiusta, a young businessman from Calabria, an innocent victim of the ‘Ndrangheta and our indifference.

During the Summer Term Course field study in July of 2013, we met with Mario Congiusta, the father of Gianluca, the young entrepreneur assassinated on May 24, 2005 in Siderno by the ‘Ndrangheta, the powerful and bloody Calabrian mafia.

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Mafia, scoperta la nuova Cupola di Palermo i boss puntavano agli affari di Zamparini

Mafia, scoperta la nuova Cupola di Palermo i boss puntavano agli affari di Zamparini

Mafia, scoperta la nuova Cupola di Palermo

i boss puntavano agli affari di Zamparini

La Procura distrettuale antimafia dispone il fermo di 36 persone: in manette i capi dei tre mandamenti più influenti di Cosa nostra. A Roma fermata Nunzia Graviano, la sorella dei boss di Brancaccio, che avrebbe gestito il tesoro della cosca. A Palermo, anche due insospettabili nelle file dei clan: un ex presidente del movimento cristiano lavoratori, Calogero Di Stefano, e il gestore del bar dello stadio Barbera, Giovanni Li Causi, che avrebbe tentato di far infiltrare i boss negli affari del presidente del Palermo Maurizio Zamparini. Il boss Caporrimo in tribuna vip con i biglietti gratis

di SALVO PALAZZOLO

Mafia, scoperta la nuova Cupola di Palermo i boss puntavano agli affari di Zamparini Febbraio 2011. Alcuni capimafia arrivano al summit di Villa Pensabene. Il primo a destra è Giuseppe Calascibetta, assassinato a settembre

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‘Ndrangheta, ucciso e dato in pasto ai maiali. E il killer si vanta con l’amico

‘Ndrangheta, ucciso e dato in pasto ai maiali. E il killer si vanta con l’amico

‘Ndrangheta, ucciso e dato in pasto ai maiali. E il killer si vanta con l’amico

La faida di Oppido Mamertina dietro l’intercettazione choc del giovane che racconta compiaciuto come si è disfatto del cadavere di un rivale. La criminalità calabrese coniuga regole arcaiche e spietate con la più sofisticata modernità, anche quando i suoi uomini crescono in una meteropoli come Roma

di |

Calabria, Italia, anno del Signore 2013, qui si muore e si uccide come in Afghanistan, peggio che in Afghanistan. Il video che pubblichiamo è terrificante, un giovane killer di ‘ndrangheta racconta come ha ammazzato un suo avversario.

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‘Ndrangheta, Tizian: “Io parte civile contro boss Femìa. Così faccia l’ordine giornalisti”

‘Ndrangheta, Tizian: “Io parte civile contro boss Femìa. Così faccia l’ordine giornalisti”

Si è aperta a Bologna la maxi udienza preliminare contro 34 persone, 24 delle quali accusate di associazione di stampo mafioso. Secondo l’accusa, a capo dell’associazione c’era il calabrese Rocco Femìa che, stando alle intercettazioni, minacciò il giornalista de L’Espresso

Femia

Estorsioni, intimidazioni, rapine, sequestri di persona, corruzione di uomini delle forze dell’ordine e l’ombra della ‘ndrangheta.

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Evade il Killer di San Valentino in permesso premio

Evade il Killer di San Valentino in permesso premio

Genova – Una notte di ricerche e posti di blocco non sono serviti a rintracciare Bartolomeo Gagliano, l’uomo accusato di tre omicidi e un tentato omicidio, evaso dal carcere di Marasi: tutt’ora non è reperibile. Il serial killer, 55 anni, doveva rientrare ieri mattina alla casa circondariale di Marassi dopo un permesso premio, il secondo ottenuto in sei mesi, per visitare la madre anziana a Savona. Dopo aver rapito un commerciante a a Savona, e averlo costretto ad accompagnarlo in macchina a Genova, è sparito nel nulla a Cornigliano, dove ha fatto scendere il panettiere Revelli dalla sua auto per poi dileguarsi.

Gagliano è in possesso di una pistola e l’ultima volta è stato visto a bordo di una Fiat Panda. Su disposizione del magistrato che segue le indagini è stato comunicato che l’evaso ha utilizzato per la fuga una Fiat Panda Van color verde con paraurti e specchietti neri targata CV848AW”.

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