SUL PULPITO I FIGLI DI MAFIA

SUL PULPITO I FIGLI DI MAFIA

SUL PULPITO I FIGLI DI MAFIA

di Sonia Alfano

“Quando mio padre e mia madre furono uccisi avevo undici anni. Ho trascorso la mia vita nel segno della legalità e del rispetto degli altri. Mi sono impegnata nel volontariato, negli studi, nella crescita dei miei bambini. Sono una persona, non solo la figlia di un mafioso. Pretendo che mi si giudichi per quello che sono, non per come mi chiamo”.
Con queste parole Roberta Bontate, trentaduenne figlia di Giovanni (il fratello del più celebre boss Stefano), condannato per traffico di droga al maxiprocesso, “pretende”, dimenticando che l’unica persona verso cui può recriminare è proprio suo padre, che ha scelto di essere mafioso.

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Parole-Parole Parole

Parole-Parole Parole

La Conferenza episcopale solidale coi magistrati e dura con la politica

«Calabria giardino o selva?»

I vescovi invitano i mafiosi a convertirsi e la regione ad avere «la libertà di essere se stessa»

 

di ANDREA GUALTIERI

ERA un giardino, la Calabria. Ora, forse, è piuttosto una selva. Monsignor Vittorio Mondello, vescovo di Reggio e presidente dell’assemblea dei vescovi calabresi, usa una metaforaamaraper descrivere quello che definisce «lo scenario così fragile della nostra terra».

Con gli altri componenti della Conferenza episcopale regionale ieri si trovava a Rossano, la città che in occasione dei 1100 anni dalla nascita di San Nilo ha ospitato l’incontro autunnale dei vescovi. Si erano radunati lunedì e ventiquattr’ore dopo è arrivata la notizia della nuova minaccia rivolta al procuratore capo della città dello Stretto. Dai Pastori della Chiesa calabrese è partito un messaggio di solidarietà a Pignatone e «a tutti i magistrati calabresi per il lavoro che svolgono con impegno coraggioso». Ma anche una ferma condanna «di ogni attività criminale» e un invito «a quanti aderiscono alle associazioni mafiose di convertirsi, senza coprire – specifica noi prelati – le azioni criminali con apparenze e segni religiosi».

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Così l’altra mafia ha scelto la guerra di Roberto Saviano

Così l’altra mafia ha scelto la guerra di Roberto Saviano

IL CASO

La ‘ndrangheta e la svolta del tritolo
così l’altra mafia ha scelto la guerra

di ROBERTO SAVIANO

CHI parla di mafia diffama il Paese? Chi parla di mafia difende il Paese. Le organizzazioni criminali contano molto: solo con la coca i clan fatturano sessanta volte quanto fattura la Fiat. Calabria e Campania forniscono i più grandi mediatori mondiali per il traffico di cocaina. Si arriva a calcolare che ‘ndrangheta e camorra trattano circa 600 tonnellate di coca l’anno, ed è una stima per difetto. La ‘ndrangheta – come dimostrano le inchieste di Nicola Gratteri – compra coca a 2.400 euro al kilo e la rivende a 60 euro al grammo, guadagnando 60.000 euro. Quindi con meno di 2.400 euro di investimento iniziale, percepisce una entrata pulita di 57.600 euro. Basta moltiplicare questa cifra per le tonnellate di coca acquistate e distribuite da tutte le mafie italiane e diventa facile capire la quantità di denaro di cui dispongono, al netto di cemento ed estorsioni.

E raffrontarla con il peso industriale delle imprese leader – che hanno molti meno profitti – per comprendere il potere che oggi hanno realmente nel paese e in Europa le organizzazioni criminali.

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‘NDRANGHETA:BAZOOKA A PIGNATONE,ARRIVA ESERCITO A REGGIO CALABRIA

‘NDRANGHETA: BAZOOKA A PIGNATONE,

ARRIVA ESERCITO A REGGIO CALABRIA

I militari arriveranno presto a Reggio Calabria. Lo ha annunciato il prefetto Luigi Varratta al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in seguito alle minacce ricevute dal procuratore Giuseppe Pignatone, presente in sala con il procuratore generale Salvatore Di Landro.

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Minacce a Pignatone, trovato un bazooka


Minacce a Pignatone, trovato un bazooka

REGGIO CALABRIA –  ”Andate a vedere davanti alla Procura. C’e’ una sorpresa per il procuratore Pignatone”. E’ stata questa telefonata, giunta stamani al 113, a portare la polizia a scoprire un bazooka davanti agli uffici della Dda di Reggio Calabria.

L’arma, di fabbricazione slava, era stata nascosta sotto un vecchio materasso lasciato lungo la strada ed era inoffensiva dal momento che e’ un bazooka monouso ed e’ gia’ stata utilizzato. Questo, pero’, non attenua la pericolosita’ del gesto. Resta, infatti, il ”messaggio grave ed altamente significativo sul piano criminale”, come lo hanno definito gli investigatori. E quale sia il messaggio e’ chiaro: possiamo colpire il procuratore Pignatone quando e dove vogliamo.

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