‘NDRANGHETA: BOSS VRENNA SI PENTE; LA FAMIGLIA “E’ IMPAZZITO”

‘NDRANGHETA: BOSS VRENNA SI PENTE; LA FAMIGLIA “E’ IMPAZZITO”

‘NDRANGHETA: BOSS VRENNA SI PENTE; LA FAMIGLIA “E’ IMPAZZITO”

(AGI) – Crotone, 9 dic. – I figli, la moglie e, in definitiva, l’intera famiglia, si sono apertamente dissociati dalla scelta del boss Pino Vrenna, il 59enne ritenuto il capo dell’omonima cosca crotonese, di passare il fosso e collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
  La sua decisione sta facendo tremare i piu’ disparati ambienti cittadini, anche tra i cosiddetti colletti bianchi, e probabilmente servira’ ad accelerare e a dare corpo ad alcune indagini che erano gia’ in corso. Una notizia che il figlio del boss, Antonio Vrenna, in una lettera inviata ai giornali locali e nella quale parla anche a nome degli altri familiari, dice di aver appreso con sdegno, invitando le forze di polizia a non chiedergli di seguire il padre in una scelta che nessuno della famiglia condivide in alcun modo. Una decisione definita “assurda e incomprensibile” dallo stesso Antonio Vrenna, a detta del quale, suo padre, evidentemente, “non puo’ che essere impazzito”.

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Omicidio Congiusta le parti civili puntano sulla “logica”mafiosa

Locri Famiglia,Enti e Associazioni

Omicidio Congiusta le parti civili puntano sulla “logica” mafiosa

 

Rocco Muscari

Locri

“La causale dell’omicidio di Gianluca Congiusta è univoca, esclusiva e proporzionata alla mentalità mafiosa dell’imputato, Tommaso Costa, nei confronti del quale chiediamo sia affermata la responsabilità penale, per come richiesto dal pubblico ministero, e quella civile del pagamento dei danni arrecati alle persone offese”.

È quanto ha affermato l’avvocato Giuseppe Sgambellone concludendo la discussione davanti alla Corte d’assise di Locri nell’interesse di Mario e Donatella Congiusta, genitori del giovane imprenditore sidernese, costituitesi parte civile insieme alle figlie Roberta e Alessandra, alla Confindustria Calabria, all’Associazione dei Comuni della Locride, al partito Italia dei Valori, alla Provincia di Reggio Calabria, all’associazione “Insieme Si Può” e alla Regione Calabria.

L’avvocato Sgambellone ha rilevato che Tommaso Costa, ritenuto l’organizzatore e l’esecutore materiale del delitto commesso la sera del 24 maggio 2005, ha manifestato già nelle lettere inviate quando era detenuto nel carcere di Palmi l’intenzione di perseguire l’obiettivo di occupare una posizione di rilievo nel contesto delle organizzazioni criminali di Siderno, attraverso un piano strategico determinato all’occupazione di spazi in favore dell’omonima consorteria ‘ndranghetistica, tessendo alleanze e puntando a riprendere un ruolo attivo anche nel controllo del territorio.

Il processo per la morte di Gianluca Congiusta è alla stretta finale.

Il processo per la morte di Gianluca Congiusta è alla stretta finale. La prossima settimana le ultime udienze

Parti civili: condannare Costa

«La riferibilità dell’omicidio è precisa e le lettere ne sono la prova»


di GIOVANNI VERDUCI


 

LOCRI – Tommaso Costa venga condannato per l’omicidio di Gianluca Congiusta. Dopo il pubblico ministero Antonio De Bernardo, (che aveva chiesto la condanna all’ergastolo per Tommaso Costa), anche gli avvocati delle parti civili hanno invocato l’affermazione della responsabilità penale del boss sidernese per l’assassinio del giovane imprenditore locale, ucciso nel maggio del 2005.
Un omicidio, come sottolineato dai legali che sono intervenuti in aula, che ha segnato un punto di non ritorno nella storia criminale di Siderno.
Il primo a prendere la parola, dopo una breve parentesi procedurale che ha visto la corte respingere una richiesta del difensore di Tommaso Costa: l’avvocatessa Maria Tripodi, è stato Giuseppe Sgambellone.
L’avvocato della famiglia Congiusta è stato puntuale: «La riferibilità dell’omicidio di Gianluca Congiusta – ha detto – è preciso.

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Mafia: don Ciotti, a Bruxelles contro la corruzione

Mafia: don Ciotti, a Bruxelles contro la corruzione

Mafia: don Ciotti, a Bruxelles contro la corruzione

 

(ANSA) – L’AQUILA, 6 DIC – ‘Saremo in massa a Bruxelles, giovedi’ e venerdi’ prossimi, per chiedere un allargamento a tutto il territorio europeo della legislazione sulla confisca dei beni alla criminalita’ organizzata’.

Lo ha annunciato don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione antimafia ‘Libera’, in Abruzzo per una serie di incontri con la popolazione.

La mobilitazione a cui partecipera’ ‘Libera’ con migliaia di giovani e’ promossa in occasione della giornata mondiale contro la corruzione.

 

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MAFIA:GRATTERI A GIOVANI,ESSERE ‘NDRANGHENTISTI NON CONVIENE

MAFIA:GRATTERI A GIOVANI,ESSERE ‘NDRANGHENTISTI NON CONVIENE


(ANSA) – PALERMO, 1 DIC – A moderare l’incontro nel corso del quale e’ stato presentato il libro ”La Malapianta” del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il giornalista e storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso che, insieme al magistrato, ha scritto anche il libro ”La mafia spiegata ai ragazzi”. I due autori hanno incontrato a Palermo i giovani del comitato Addiopizzo e hanno ringraziato i movimenti siciliani antiracket per la lotta concreta sul territorio ”impensabile in altri paesi, e che invece andrebbe esportata come modello in tutto il mondo – ha sottolineato Nicaso – poiche’ purtroppo l’antimafia non e’ riuscita a globalizzarsi quanto la mafia”.

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Rete Antimafia di Brescia presidia Tribunale

Rete Antimafia di Brescia presidia Tribunale

PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE della RETE ANTIMAFIA DI BRESCIA

 

A Brescia si sta svolgendo in queste settimane un delicatissimo processo che vede alla sbarra ben 13 imputati. Fra questi spiccano i nomi dei tre fratelli Fortugno (Gaetano, Rocco e Marcello), affiliati, secondo l’accusa, alla potentissima cosca Piromalli-Molè di Gioia Tauro. I reati contestati vanno dall’estorsione al racket, dal traffico di armi a quello di stupefacenti, passando per furto e ricettazione. Per due dei tre fratelli il PM Savio ha chiesto l’aggravante dell’associazione mafiosa, il famoso 416bis del codice penale.

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“Tommaso Costa è l’omicida di Congiusta”

“Tommaso Costa è l’omicida di Congiusta”

Locri-Secondo il sostituto della DDA hanno reso falsa testimonianza l’ex fidanzata Katia Scarfò ed i suoceri della vittima Antonio Scarfò e Girolama Raso

«Tommaso Costa è l’omicida di Congiusta»

Le richieste del pm De Bernardo: carcere a vita per il boss sidernese, 26 anni per Giuseppe Curciarello

 

 

Rocco Muscari

Locri

“Tommaso Costa ha premeditato, organizzato ed eseguito l’omicidio di Gianluca Congiusta, nell’ambito di una strategia tesa a riaffermare il ruolo egemone del clan Costa di Siderno.

Pertanto, chiedo che l’imputato venga condannato alla pena detentiva dell’ergastolo e a diciotto mesi di isolamento diurno”.

Con questa richiesta il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo, ha chiuso la requisitoria del processo per il delitto del giovane imprenditore di Siderno ucciso la sera del 24 maggio 2005.

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