Primo piano
In una lettera alla sorella, l’esponente della ’ndrangheta spiega di avere mandato il nipote a Bari per raccogliere consensi per “Luciano”
I voti di Tommaso Costa a Racco
Il sostegno del boss di Siderno per il politico del Nuovo Psi alle europee del 2004
di PINO LOMBARDO
SIDERNO – Scorrendo l’arti – colata corrispondenza che il boss Tommaso Costa ha, durante la sua detenzione presso le carceri di Palmi, con i familiari ed anche col gotha mafioso non solo calabrese, emerge con evidenza l’esistenza di una sorta di “programma” che egli ha avviato con la decisa intenzione non solo di “riprendersi” ciò che aveva in passato, (“quello che è mio”), ma anche la ferma volontà di non subire ingerenze nei propri “affari” da parte di altri con l’avvertimento che per raggiungere gli obiettivi prefissati era disposto a tutto, anche a rompere la pax mafiosa.




'Ndrangheta, politico udc in cella. La guerra tra i Rugolo e i Crea
