“Caro questore……”

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“Caro questore……”

 

Al piano terra della scuola media Levi-guidata da Paola Petruzzelli- c’è una cassetta per le lettere.

Il destinatario di denunce di bullismo o violenza, sfoghi personali, richieste di lavoro per i famigliari è il questore Vincenzo Maria Speranza. I postini sono i poliziotti di quartiere che ogni settimana girano tra le classi per ascoltare gli studenti e raccogliere le missive indirizzate al capo della questura. Speranza risponde agli alunni periodicamente nel corso degli incontri.Prevenzione alla devianza e cultura della legalità(la referente è la professoressa Franca Redavid) nella scuola media del quartiere Libertà-550 iscritti, un mix di eccellenze e di adolescenti difficili-si perseguono con progetti quotidiani e con eventi come quello di ieri.

Alla presenza dei genitori di due vittime innocenti della guerra di mafia è stato intitolato l’Auditorium della Levi a Michele Fazio di Bari e Gianluca Congiusta di Siderno.Una mattinata durante la quale si è alzato forte il grido contro l’antistato che fa mattanza di persone con l’unica colpa di essersi trovati per caso nei conflitti a fuoco tra cosche rivali oppure di non aver voluto sottostare ai ricatti della mafia.

Alta è risuonata la voce di monsignor Francesco Cacucci, vescovo di Bari, che ha fatto appello alla coscienza degli alunni: ”non perdete di vista il sentiero della giustizia”.

 I genitori dei giovani uccisi dalla mafia ribadiscono le richieste già inoltrate alle istituzioni ed ai magistrati: condanne all’ergastolo per gli uomini del disonore, leggi speciali perché gli omicidi di mafia possono essere considerate al pari delle stragi.Il magistrato oggi docente all’università di Bari, Nicola Colaianni, ricorda gli inizi della carriera: ”ho cominciato l’attività di pubblico ministero nella terra di Congiusta in Calabria. A causa della faida tra due famiglie, vennero uccisi due bambini di 9 e 10 anni”.

Spezza infine una lancia a favore della buona società il questore speranza: “ Il sud non è soltanto delinquenza organizzata.Molti cittadini si arruolano nelle forze dell’ordine per tutelare la sicurezza di tutti”.

 

 (a.f.) per La Gazzetta del Mezzogiorno