Un’utopia per cui combattere

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“cento passi” contro le mafie

Un’utopia per cui combattere

Forum e corteo a Soverato. Legalità traguardo da raggiungere a tappe

Uno,due, tre, cinque, dieci, 100 passi… potrebbe sembrare una filastrocca e invece, si tratta del titolo scelto dagli organizzatori per la manifestazione tenutasi a Soverato per l’ intera giornata di ieri, venerdì 9 Maggio 2008.

Una manifestazionecontro la mafia e per l’ affermazione del valore della legalità. Il titolo richiama il film che fu dedicato alla storia di Peppino Impastato e che ha reso la vicenda di questo ragazzo coraggioso, capace di ribellarsi alla cultura mafiosa  imperante nella Sicilia dominata dalle cosche, pagando con la vita la sua ribellione, assai familiare fra il pubblico dei più giovani e anche la manifestazione soveratese sembrava tagliata per i più giovani, per coloro che – si spera – possano innalzare i valori della legalità, della trasparenza, dell’ onestà.

Gli organizzatori hanno coinvolto le scuole della città, chiamandole a celebrare con una performance artistico – letteraria levittime meno famose della mafia, quelle che non hanno trovato il giusto spazio in seno alla cronaca nazionale, ma che spessocostituiscono un esempio di integrità morale o di innocenza disumanamente stroncata da una logica barbarica. 

Nel corso del pomeriggio in piazza Maria Ausiliatrice, gli organizzatori hanno allestito degli stand in cui era possibile trovare pubblicazioni sulla mafia e sulla legalità, gadget e materiale documentario.

A seguire, il momento delle testimonianze di parenti delle vittime della Mafia, una parentesi assai toccante, in particolar modo quella di Mario (prima foto dei flash), padre di Gianluca Congiusta, giovane vittima innocente della vicina Siderno.

  

Subito dopo, sul palco si è aperto un Forum a cui hanno preso parte diversi personaggi : autori di libri sul fenomeno mafioso e sulla legalità e Don Mimmo Battaglia, un sacerdote molto apprezzato per il suo infaticabile impegno nel sociale.

A coordinare i lavori, Mimmo Loiero,uno degli animatori dell’evento, che ha stimolato le riflessioni degli intervenutiproponendo spunti interessanti, come il rapporto spesso perverso che intercorre fra la malavita organizzata e certi ambienti della politica.

Dagli interventi è emerso chiaramente che la legalità è quasi un’utopia – soprattutto nel profondo Sud – ma un’utopia per laquale vale la pena di combattere, un traguardo che si potrà forse raggiungere,un giorno, ma a tappe, ove ogni tappa è costituita dall’impegno di ciascuno di noi e di tutti i soggetti impegnati nella società civile: dalle istituzioni,alla politica; dallescuole, alla chiesa.

Proprio sull’impegno della chiesa ha proposto una riflessione molto interessante Don Mimmo Battaglia, il quale ha asserito che essa può dare il suo contributo, a patto che «porti fuori dal tempio» le sue predicazioni, a patto che traduca in impegno sociale i suoi propositi, al fine di affermare praticamentei valori che non cessa mai di proporre ai fedeli e, come esempio di uomo di chiesa impegnato, è stato citato il vescovo monsignor Brigantini.

A conclusione del forum, ha avuto inizio lo spazio più atteso dai giovani e cioè quello dedicato alla musica: quattro gruppi cje si alternano nell’arco della serata e tanti ragazzi in piazza a festeggiare questa manifestazione che di sicuro nonscalfisce il fenomeno della malavita e l’illegalità diffusa, ma quanto menocontribuisce a risvegliarele coscienze spesso troppo sopite.

La manifestazione per non dimenticare tutte le vittime  

il ricordo

“I piedi sostengono tutto il nostro peso. Ci sono carichi sulle nostre spalle che i piedi non possono portare da soli Passo dopo passo affondano nella polvere finché non troviamo altri piedi, altri passi per il peso dei nostri sogni”.

Così recitava lo slogan della manifestazione “i cento passi”. Così è stato per tutti questi mesi che hanno anticipato la manifestazione di ieri.E così ieri a Soverato, terra calda nell’ultimo anno, dopo fatti di cronaca che l’hanno portata alla ribalta di quotidiani e telegiornali nazionali, si sono uniti tanti passi e tante voci nella lotta pacifica e colorata di giallo, contro la ‘ndranghetae ogni forma di mafia che segnasoprusi nella vita quotidiana.

Soverato vicina a Cinisi, dove parallelamente si è tenuta la manifestazione contro la mafia nell’anniversario del trentesimo anno dalla morte di Peppino Impastato. Due realtà lontane, ma così vicine.

La seconda edizione dei Cento passi, voluta ed organizzata dall’associazione Metasud di Soverato, è stata prima di tutto una festadi colori, musica, impegno e tantimomenti forti di riflessione.

I ragazzi dell’associazione Metasud,che nasce come associazione culturale con uno spiccato impegnoverso la legalità, sono assolutamente soddisfatti per l’edizione di questo anno, che ha coinvolto un numero considerevole di associazioni e adesione da parte di molti comuni limitrofi, tra i quali Olivadi, Soverato, San Sostene, Davoli, Satriano, Badolato, Amaroni.

Quella di quest’anno è stato soprattutto una manifestazione legata al ricordo, alla memoria di tutte quelle vittime della ‘ndrangheta calabrese, che spesso dimentichiamo e ignoriamo; e non ricordarleequivale un po’ ad ucciderle una seconda volta: così per Giancluca Congiusta, ucciso a Siderno nel 2005, ricordato dal padre Mario;così per Massimiliano Carbone, ucciso a Locri nel 2004, ricordato dalla mamma Liliana. Ed ancora tanti momenti di intimità e condivisione di dolori e ricordi.

Stand di ogni associazione, musica e mostre. Questa la bella novità della seconda edizione. Ottima la riuscita di coinvolgere le scuole in questa manifestazione, attraverso un concorso, assolutamente simbolico, che premiava i lavorettipiù belli, creativi e simbolici nella lotta alla mafia. Il primo premio alla scuola media di Davoli Marina.E nella seconda parte della serata, musica dal vivo e tanti giovani a danzare felicemente al suono dei Rewanax, Radio Road e Gioman.Una bella festa, una giornata intensa e importante per Soverato e per tutto il comprensorio e per tutti quei giovani calabresi che sono stanchi di vedere distrutti i propri sogni di una Calabria più bella e serena.

VITTORIA CORASANITI

catanzaro@calabriaora.it

ANTONIO PELLEGRINO

catanzaro@calabriaora.it