La giunta regionale ha riconosciuto il raggiungimento degli obiettivi ai manager di 5 aziende. Malgrado la crisi del settore denunciata proprio da Oliverio. Di Gentile e Benedetto le performance più alte

Print Friendly

a37671a285f9850546cd61c9e6859e2a_M

CATANZARO La sanità calabrese sarà pure in crisi, ma i suoi manager continuano a portare a casa ricchi premi in denaro per i (presunti) obiettivi raggiunti.

Una contraddizione in piena regola, soprattutto alla luce delle recenti prese di posizione del governatore Oliverio, pronto a incatenarsi davanti a Palazzo Chigi per protestare contro il commissariamento e i suoi effetti nefasti su tutto il sistema. Ma com’è possibile che il settore più importante della Regione (a cui va il 70% delle risorse) sia in ambasce e, al tempo stesso, i suoi dg vengano premiati per i risultati ottenuti sul campo? Misteri che potrebbe risolvere soltanto Oliverio, Masaniello a Roma e lealista a Catanzaro. È stata infatti la giunta regionale a riconoscere circa 100mila euro di compensi aggiuntivi per i direttori generali delle Asp di Catanzaro, Vibo e Cosenza e delle Aziende ospedaliere di Reggio e Cosenza. E tutto questo ancor prima del giudizio del “Tavolo Adduce”, l’organo di controllo interministeriale sul Piano di rientro la cui riunione è in programma oggi.

I PREMI Vi abbiamo già raccontato (qui il servizio completo) la storia del dg dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri, che con una delibera ad hoc ha preso atto della valutazione della giunta – che gli ha riconosciuto il raggiungimento del 74,95% degli obiettivi – e si è autoassegnato il corrispettivo premio in denaro. Ma il giudizio positivo riguarda anche gli altri manager, tutti sopra il 70% richiesto per superare lo step necessario alla riconferma e tutti prossimi a ricevere l’indennità extra prevista dal loro contratto di lavoro. Per le casse della sanità regionale significa un esborso aggiuntivo che si aggira sui 100mila euro. Niente male per un settore in crisi.

LE PERCENTUALI Con cinque delibere diverse, tutte firmate lo scorso 12 ottobre, la giunta Oliverio ha certificato il raggiungimento degli obiettivi dei vari dg. Il premio massimo che può essere concesso ammonta a circa 24.800 euro, pari al 20% dell’indennità complessiva, che è di 124mila euro. Le percentuali relative ai risultati ottenuti determinano il premio finale in relazione a quei 24.800 euro.
Significa che Angela Caligiuri, dg dell’Asp di Vibo Valentia, con il suo 76,39% avrà diritto a un compenso aggiuntivo pari a circa 19mila euro.
Giuseppe Perri, con il 74,95%, ha raggiunto la percentuale più bassa tra i colleghi manager. La gestione migliore, nei primi 18 mesi di mandato, è invece quella di Achille Gentile, numero uno dell’Annunziata di Cosenza. La giunta gli ha riconosciuto il 91,81% degli obiettivi raggiunti. Vuol dire che gli spetterà un premio di quasi 23mila euro, da sommare all’indennità base. Dietro a lui, la performance più rilevante, pari all’89,24%, spetta a Frank Benedetto, al vertice del Grande ospedale metropolitano di Reggio: avrà diritto a un surplus di poco superiore ai 22mila euro. A ruota c’è Raffaele Mauro, dg dell’Asp di Cosenza: 79,23% di obiettivi portati a casa, per un extra di quasi 20mila euro.
Per ora a deliberare la presa d’atto delle valutazioni della giunta sembra essere stato solo Perri. Tutti gli altri dg, sulla scorta dei giudizi positivi della giunta Oliverio, si autoassegneranno il premio nelle prossime settimane.

GLI OBIETTIVI NON CI SONO Il paradosso è che l’esecutivo regionale non ha mai assegnato gli obiettivi in base ai quali ha poi dato il via libera ai premi. Nelle delibere di nomina dei vari dg, la giunta aveva infatti stabilito che i target assegnati ai vari manager sarebbero stati messi nero su bianco con un atto successivo. Atto successivo che non è mai stato varato. Ma la gratificazione dei direttori generali, nella malmessa sanità calabrese, rimane in ogni caso una priorità. E così la giunta ha tarato il suo giudizio sugli obiettivi fissati nel programma operativo 2016-2018 dal grande nemico di Oliverio, quel Massimo Scura simbolo di un commissariamento che – a parere del governatore – avrebbe scaraventato nel caos la sanità regionale. Ma che non ha impedito ai manager amici di ottenere mirabolanti traguardi.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it