Rai, monsignor Galantino: “Riina? Io mai a Porta a porta. No a giornalisti inginocchiati”

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Roberto Fico (M5s), presidente della commissione di Vigilanza della Rai: “Bestemmia pensare a una puntata riparatoria”. Bindi: “Inaccettabili minacce mafiose da servizio pubblico”

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di ALBERTO CUSTODERO
ROMA – “Mi sono rifiutato assolutamente di vedere la trasmissione” con ospite il figlio di Totò Riina e “qualora venissi invitato a ‘Porta a Porta’ non andrò, per non sedere sulla stessa poltrona. Non ci andrò mai lì dentro.

Non sono stato chiamato e spero che non mi chiamino mai. Non si possono fare queste cose per dare spettacolo”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ai microfoni del Tg2000, il telegiornale di Tv2000.

Galantino: “No a giornalisti inginocchiati”. Si può anche far andare il figlio di Riina in televisione – ha argomentato il segretario della Cei – ma non devono guidare le danze e fare loro lo show per spiegarci cosa non è la mafia. Bisogna avere giornalisti intelligenti, non inginocchiati, che sappiano fare le domande che la gente vuole fare a queste persone. Non i perbenisti ma la gente che ha avuto danni gravi e parenti ammazzati. Abbiamo avuto tutti dei danni da questa gente”.
La puntata è stata criticata dalla stessa presidente Monica Maggioni e definita “indegno del servizio pubblico” da Maria Falcone. Ora si pensa a una puntata riparatoria. Ma anche questa ipotesi scatena le polemiche, in particolare dei grillini. Change.org aveva addirittura lanciato una petizione online per chiudere Porta a porta ottenendo in poche ore diecimila firme.

M5s: “Bestemmia puntata riparatoria”. “La puntata riparatoria? Chi l’ha pensato, ha pensato a una bestemmia”, ha tagliato corto il presidente della commissione di Vigilanza della Rai, e deputato del M5s, Roberto Fico.

Verdi: “Esposto in procura”. La Federazione nazionale dei Verdi annuncia un esposto che sarà presentato nelle prossime ore alla procura di Roma ipotizzando i reati di istigazione a delinquere e istigazione a disobbedire alla legge.

Bindi: “Messaggi pericolosissimi”. Torna sulla vicenda la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, (Pd). “Sono messaggi pericolosissimi – ha detto commentando le parole di Salvo Riina – perché contenevano minacce a chi vuole collaborare con la giustizia. Che questo avvenga all’interno del servizio pubblico è inaccettabile. Ci auguriamo che non accada più”.

Non si placano le polemiche sulla partecipazione del figlio di Totò Riina, Salvo, alla trasmissione di Bruno Vespa su Rai1 in occasione dell’uscita del suo libro.

fonte: R.it