La ‘ndrangheta non crea posti di lavoro, ma disperazione

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rocco

di Redazione • ottobre 31, 2015

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del testimone di giustizia Rocco Mangiardi

È da diverso tempo ormai che sento nelle parole di lavoratori esasperati, perché disoccupati, un appello agli ‘ndranghetisti affinché essi facciano quello che la politica e le istituzioni non hanno fatto cioè: creare posti di lavoro.

So che la disperazione, per chi non ha lavoro o ha perso il lavoro, è forte e motivata, e tante volte per farsi udire, per provocazione, pronunciano frasi che fanno male a chi la ‘ndrangheta la conosce e cerca quotidianamente di contrastarla con tutte le sue forze. Qualche giorno addietro ho letto un appello di due operai disoccupati di Gioia Tauro che recitava testualmente così: “Se serve a sfamare i nostri figli ci appelliamo alla ‘ndrangheta e diciamo: benvenuta se ci aiuti a salvare i nostri cari”.
Lo ripeto, sono consapevole che la disperazione di un giovane, di un padre di famiglia che non ha un lavoro, lo porti a dire le peggiori cose, ma pur comprendendo questo non posso accettare queste parole nemmeno per provocazione, perché io lo so. La ‘ndrangheta, le mafie non danno lavoro, anzi ce lo hanno tolto e continuano a toglierci anche quel poco di lavoro che ancora è rimasto. La ‘ndrangheta calabrese e le mafie tutte, non hanno nessun interesse a creare posti di lavoro a meno che non si tratti di un lavoro fittizio per riciclare e ripulire i loro soldi incassati con il malaffare. Le mafie hanno bisogno di un popolo povero e accattone da far strisciare ai suoi piedi, un popolo che chieda favori e non diritti. Se il lavoro in Calabria non c’è, lo dobbiamo soprattutto alla ‘ndrangheta e a chi dalla ‘ndrangheta si è lasciato corrompere. La ‘ndrangheta che qualcuno vuole far passare per “benefattore” è quella che uccide bambini innocenti, quella che uccide adulti innocenti, quella che compra e fa spacciare droga, quella che “presta” i soldi agli imprenditori che si trovano in difficoltà, quando va bene, soltanto a un modico tasso di interesse del 600%, per poi alla fine rubare l’azienda, la vita, la dignità all’usurato. Dico queste cose agli amici disoccupati perché io e tanti altri esseri umani la mafia l’abbiamo vista in faccia. Io li ho visti i suoi emissari, quando quasi dieci anni fa sono venuti presso la mia attività a chiedermi con le minacce il “pizzo”, modico, di 1200 euro al mese, e se io avessi accettato le loro richieste, la prima cosa che avrei dovuto fare era quella di licenziare un mio dipendente, un padre di famiglia, un onesto lavoratore che lavorava per me, per vivere e al suo posto avrei dovuto dare uno stipendio a chi mi avrebbe terrorizzato per tutta la vita. Ditemi, è questa la vostra ‘ndrangheta benefattrice alla quale chiedete aiuto? I vostri benefattori, sono forse questi ?
Rocco Mangiardi
Testimone di giustizia
fonte:crotone news