
Caro Babbo Natale…

Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus





(ASCA) – Roma, 21 dic – Nel corso dell’esame del disegno di legge sulle misure alternative al carcere, il presidente della commissione Giustizia, Filippo Berselli ha condiviso la richiesta avanzata dal gruppo Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionale con cui se ne chiedeva il ritorno in commissione.

Carceri, Bugnano (Idv): “Provvedimento indulto mascherato”



Torna in commissione Giustizia al Senato il decreto sulle misure alternative al carcere e quindi slitta.


“Striscioni, fiaccole e bavaglio”. C’è un articolo, pubblicato dal Quotidiano della Calabria, firmato da sei giornalisti a tutela di un collega, Giuseppe Baldessarro, che da giorni deve difendersi da chi lo accusa per aver fatto semplicemente il suo lavoro: aver riportato il contenuto della deposizione di un carabiniere nel corso di un processo a carico di un prete di Reggio, don Nuccio Cannizzaro, accusato di falsa testimonianza nell’ambito di un’inchiesta antimafia contro il boss della ‘ndrangheta, Santo Crucitti.


Il Sostituto Procuratore Generale Francesco Mollace
I giudici della Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria hanno accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale, Francesco Mollace.

Oggi Gianluca avrebbe festeggiato il suo trentanovesimo compleanno e noi con Lui.



“Abrogare le leggi del privilegio. Introdurre il reato di ostruzione alla giustizia. Premiare l’economia della legalità. Confiscare i patrimoni illeciti. Solo così l’Italia potrà liberarsi da cricche, caste e mafie. Lo potrà e lo vorrà fare davvero la compagine governativa che vuole guidare, caro Bersani, al contrario di quanto non si sia fatto in passato?”. Con una lettera aperta Antonio Ingroia chiede al candidato premier del centrosinistra di prendere posizione sui temi della giustizia.


Con questo articolo Antonio Ingroia apre oggi il suo blog su MicroMega – “Partigiani della Costituzione” – spiegando la sua dura critica alla decisione con la quale la Corte Costituzionale ha dato ragione al Quirinale nel conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo.

AIUTO’ IL MARITO, il boss Giuseppe Pelle, A OTTENERE FALSI CERTIFICATI MEDICI

Roma. Confermata, dalla Cassazione, la custodia cautelare in carcere per Marianna Barbaro, la moglie del boss Giuseppe Pelle detto ‘gambazza’, accusata di aver aiutato il marito ad ottenere certificati medici che attestavano falsamente che l’uomo soffriva gravemente di depressione con l’obiettivo di aiutarlo ad evitare la detenzione in cella.