Monasterace, dopo il sindaco la ‘ndrangheta minaccia una consigliera

Monasterace, dopo il sindaco la ‘ndrangheta minaccia una consigliera

Monasterace, dopo il sindaco la ‘ndrangheta minaccia una consigliera

Questa volta è stata “avvertita” Clelia Raspa, capogruppo della maggioranza che sostiene al comune il primo cittadino Maria Carmela Lanzetta. All’alba sconosciuti hanno incendiato l’auto dell’amministratrice. E’ l’ennesimo attentato nel paese della locride

Il Sindaco di Monasterace Maria Carmela Lanzetta

Torna a salire la tensione a Monasterace, piccolo comune nella Locride che prova a resistere alle minacce della criminalità organizzata. Questa volta è stata “avvertita” Clelia Raspa, capogruppo della maggioranza della lista civica “Indipendenza e Libertà” che sostiene al comune il sindaco Maria Carmela Lanzetta. Alla Raspa, medico che presta servizio nella sede Asp di Locri, è stata data alle fiamme l’auto personale, parcheggiata vicino alla sua abitazione. Alcuni ignoti hanno incendiato parzialmente la vettura all’alba, ma l’incendio è stato domato dal pronto intervento dei vigili del fuoco e quindi la macchina è stata danneggiata solo nella parte posteriore. Ora i carabinieri stanno indagando su quanto è accaduto.

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Un martire di nome Pino

Un martire di nome Pino

Don Pino Puglisi

LA MAFIA lo voleva riportare in sagrestia, possibilmente sotto chiave. Quel prete, in prima linea contro lo strapotere delle cosche, dava fastidio. Anche più delle volanti, squinzagliate a destra e a manca a caccia dei boss in libera uscita. Don Pino Puglisi minava il futuro di Cosa nostra. Senza sosta, giorno e notte, batteva palmo a palmo i marciapiedi di Brancaccio nel tentativo di strappare i giovani alle lusinghe della malavita. Prendeva di mira il vivaio della Mafia, con la consapevolezza che, togliendo sangue fresco, persino la Cupola sarebbe andata in cancrena.

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DAL 5 ALL’8 LUGLIO RIACEINFESTIVAL, OSPITE CRIALESE-Premio Gianluca Congiusta

DAL 5 ALL’8 LUGLIO RIACEINFESTIVAL, OSPITE CRIALESE

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25 giugno 2012

ROMA (ITALPRESS) – Dopo un anno di pausa ritorna Riaceinfestival, il festival delle migrazioni e delle culture locali di Riace, manifestazione nata sull’onda della politica di accoglienza e reinsediamento dei rifugiati e richiedenti asilo politico che l’amministrazione comunale del paese dei Bronzi sta attuando da diversi anni con risultati molto positivi insieme al comune di Caulonia.

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Concorso Occhio sulla Calabria – Premio “Gianluca Congiusta”

Concorso Occhio sulla Calabria – Premio “Gianluca Congiusta”

OCCHIO SULLA CALABRIA – PREMIO “GIANLUCA CONGIUSTA”

Una panoramica sulle realtà calabresi che affrontano problematiche quotidiane legate alle migrazioni e al territorio . Premio intitolato alla memoria di un giovane commerciante della Locride barbaramente ucciso dalla ‘ndrangheta nel 2005.


Giovedì 5,  Mediateca – ore 21.30

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La sfida alla ‘ndrangheta confiscata in Lombardia

La sfida alla ‘ndrangheta confiscata in Lombardia

fonte: Il Fatto Quotidiano > Blog di Giulio Cavalli >

La sfida alla ‘ndrangheta confiscata in Lombardia

di Giulio Cavalli | 20 giugno 2012

Giuseppe Antonio Medici è cugino di Salvatore Muscatello, originario di Sant’Agata del Bianco e emigrato al nord nel 1994. Era già stato implicato nell’indagine”La notte dei Fiori di San Vito” in quanto ritenuto affiliato al locale di Mariano Comense; tuttavia in relazione a tale procedimento fondato sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia è stato assolto. 

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‘Ndrangheta, sequestrati beni-anche a Siderno- per un milione ad affiliato cosca Longo-Versace

‘Ndrangheta, sequestrati beni per un milione ad affiliato cosca Longo-Versace

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ultimo aggiornamento: 20 giugno, ore 14:04
Reggio Calabria – (Adnkronos) – Colpito il patrimonio di Luigi Riccardo Rosario Gandolfo, di 40 anni, coinvolto nell’operazione ”Scacco matto” del marzo 2011 coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina

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‘ndrangheta e Comasco-Ecco dove comandano i boss

‘ndrangheta e Comasco-Ecco dove comandano i boss

La ‘ndrangheta ed il Comasco-Ecco dove comandano i boss

Sabato 16 Giugno 2012

La sentenza INfinito
La storia delle “locali” di mafia ora diventa verità giudiziaria

«Piena e totale autonomia» dalla «Casa madre»: organizzativa, criminale, “politica”.
La ’ndrangheta lombarda descritta dalla sentenza del processo “Infinito” è una struttura con solidissime radici in un territorio occupato quasi militarmente dalle cosche.

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