
Mafia, auguri ai giornalisti che la raccontano ogni giorno
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Auguri ai miei amici giornalisti, specialmente i ragazzi.
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus



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Auguri ai miei amici giornalisti, specialmente i ragazzi.





Carceri, Bugnano (Idv): “Provvedimento indulto mascherato”



“Striscioni, fiaccole e bavaglio”. C’è un articolo, pubblicato dal Quotidiano della Calabria, firmato da sei giornalisti a tutela di un collega, Giuseppe Baldessarro, che da giorni deve difendersi da chi lo accusa per aver fatto semplicemente il suo lavoro: aver riportato il contenuto della deposizione di un carabiniere nel corso di un processo a carico di un prete di Reggio, don Nuccio Cannizzaro, accusato di falsa testimonianza nell’ambito di un’inchiesta antimafia contro il boss della ‘ndrangheta, Santo Crucitti.


Il Sostituto Procuratore Generale Francesco Mollace
I giudici della Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria hanno accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale, Francesco Mollace.

Oggi Gianluca avrebbe festeggiato il suo trentanovesimo compleanno e noi con Lui.



“Abrogare le leggi del privilegio. Introdurre il reato di ostruzione alla giustizia. Premiare l’economia della legalità. Confiscare i patrimoni illeciti. Solo così l’Italia potrà liberarsi da cricche, caste e mafie. Lo potrà e lo vorrà fare davvero la compagine governativa che vuole guidare, caro Bersani, al contrario di quanto non si sia fatto in passato?”. Con una lettera aperta Antonio Ingroia chiede al candidato premier del centrosinistra di prendere posizione sui temi della giustizia.


Con questo articolo Antonio Ingroia apre oggi il suo blog su MicroMega – “Partigiani della Costituzione” – spiegando la sua dura critica alla decisione con la quale la Corte Costituzionale ha dato ragione al Quirinale nel conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo.

MILANO – Un miliardo di euro di telefonate in meno. Sei miliardi (potenziali) risparmiati su benzina e gasolio per l’auto, 18 miliardi sulla casa. Basta cappuccino al bar e niente macchina nuova. Le famiglie tricolori festeggiano, si fa per dire, il successo della loro personalissima spending review. I conti domestici non tornano da tempo: la pressione fiscale è salita in un anno dal 42,5% al 44,7%, il potere d’acquisto è crollato del 4,1%. Ma le migliaia di finanziarie fai-da-te avviate tra le mura di casa – un lavoro certosino di forbice su entrate e uscite che ha cambiato molte delle nostre abitudini quotidiane – ha già regalato agli italiani tagli (o mancate spese) per almeno 33 miliardi.