Democrazia Chilometro Zero
Incontro per l’autogoverno: 10 e 11 ottobre, presso la Comunità della Piagge, Firenze. L’appello e i primi firmatari. Per associarsi scrivete a carta@carta.org [nome e cognome, qualifica e città].
Come i nostri affezionati sanno, Carta è portatrice di un [buon] virus. Quello della democrazia diretta, dal basso, insomma l’autogoverno. Che presuppone, e propone, un altro genere di economia, diversa da quella che ci ha fatto precipitare nella crisi e, va da sé, un nuovo sistema di diritti sociali.
Perciò da ora, e fino al 10 ottobre, veicoleremo la proposta di un incontro tra quelle che abbiamo chiamato «comunità insorgenti» e che hanno preso la forma di presidi, movimenti e liste di cittadinanza, associazioni, comitati e reti, fuori e oltre la politica dei partiti e la crisi della rappresentanza.
Questo incontro, che viene proposto dalle persone il cui elenco è nelle pagine successive, e che si sono radunate con il solo passaparola [chiunque si associerà sarà allo stesso titolo «promotore»], si intitolerà «Democrazia chilometro zero. Incontro per l’autogoverno», si terrà sabato 10 e domenica 11 ottobre alla comunità delle Piagge di Firenze, che offre una preziosa e premeditata ospitalità, e sarà organizzato in modo tale che tutti possano dire la loro, proporre e discutere.
Tutti coloro che si sentono in sintonia con questa proposta possono scrivere, per commentare o annunciare adesione e partecipazione. A fine agosto, quando Carta uscirà di nuovo [il 28], rilanceremo la proposta insieme a coloro che si saranno nel frattempo associati.
Democrazia chilometro zero
Incontro per l’autogoverno 10 e 11 ottobre 2009, comunità delle Piagge, Firenze
Una nuova democrazia si diffonde nel paese al di sotto dei radar dei media e vista con diffidenza dai partiti. Chi la promuove si propone anche di aprire qualche breccia nelle istituzioni della rappresentanza a livello locale, ma il centro di gravità della sua azione è fuori, nella società, dove si creano alleanze basate su progetti concreti e sulle relazioni tra persone.
L’obiettivo è costruire una società solidale e conviviale che parta dalla salvaguardia e difesa dei beni comuni dall’invadenza del mercato e dal riconoscimento dei diritti di cittadinanza, distanziandosi dalla ormai evidente subordinazione al mercato dei rappresentanti politici. Per fare questo si creano organizzazioni orizzontali, che decidono per consenso e promuovono dal basso progettualità ancorate ai territori locali ma nello stesso tempo universali, nell’epoca della grande crisi sociale e finanziaria,
ambientale e democratica.
Si tratta di esperienze a volte molto diverse tra loro, ma allo stesso tempo simili. Questa neo-democrazia, che chiamiamo «insorgente», è un’uscita necessaria e «altra» dalla gabbia autoreferenziale dei partiti e della rappresentanza. Ed è soprattutto un modo di creare in pratica, nella vita delle comunità, laboratori di una civiltà diversa: le reti dell’economia sociale e la gestione pubblica delle risorse essenziali, una concezione del territorio diversa da quella di un vuoto da riempire di cemento, una moltiplicazione di esperienze di auto-aiuto e di autogestione e di nuova interazione con i migranti, di resistenza alla militarizzazione del territorio.
A noi parrebbe utile che presidi e comitati territoriali, reti, associazioni e liste di cittadinanza si riconoscano e si sostengano tra loro, nella loro pluralità, e divengano più consapevoli di essere la sola alternativa, molto diffusa e per niente marginale, che può ostacolare la politica della paura, degli affari e della distruzione ambientale, e proporre un’altra via ragionevole e ambiziosa: la società del buon vivere e della armonia tra uomo a natura, della democrazia di tutti e della convivialità delle differenze.
Perciò proponiamo un incontro, un dialogo: è un invito rivolto a chiunque senta l’urgenza di cercare, insieme ad altri cittadini «insorgenti», un’altra possibilità: la nascita di una cittadinanza attiva e responsabile capace di confrontarsi con le istituzioni a partire dai beni comuni e non per interessi privati e che si opponga al sistema politico clientelare.





Oltre la diversità, la discriminazione.. non oltre l’emarginazione sociale. Questi i motivi che sottintendono alla nascita di “Oltre &…non oltre”, un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, presentata lunedì nella sala consiliare del comune della città di Siderno. Una associazione che, come ha sottolineato il presidente Francesca Maria Romeo, nasce “dalla necessità di tutelare le fasce più deboli della popolazione, sia essi extra comunitari che comunitari, minori e non”. Nell’associazione hanno confluito diverse figure professionali che andranno a garantire un supporto qualificato su un territorio, quale la Locride, che è divenuto negli anni “multietnico”. Nei confronti delle persone meno abbienti ecco nascere una “rete sociale” che si pone come obiettivo la costituzione di un modello di solidarietà e sussidiarietà per abbattere ogni forma di “etichetta-mento” sociale, al fine di abbattere il muro dell’indifferenza attraverso l’integrazione, concreta, valorizzando la peculiarità insite in ogni persona, senza distinzione di razza o quant’altro possa indurre a creare barriere sociali. Contro queste barriere, in particolare per quanto riguarda la promozione dell’attività di consulenza e assistenza di qualsiasi genere a livello gratuito a persone i cui diritti fondamentali vengono esclusi o talvolta negati nasce e sviluppa l’idea dell’associazione “Oltre &…non oltre”. L’associazione è stata fondata da Antonio Riccio, (Segretario); Natalya Hutsko; Francesca Maria Romeo, (Presidente); Alessandra Diano, (Consigliere); Vincenzo Saccà, (Tesoriere); Domenico Vestito, (Vice – Presidente); Giuseppe Ursino (Consigliere). Oltre ai soci fondatori l’associazione è aperta ad altri professionisti che intendono perseguire gli scopi sociali. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la possibilità di fare rete insieme ad altre associazioni o enti con i quali creare e sviluppare progetti di integrazione sociale e culturale, attraverso la promozione di qualsiasi tipo di programma che mira all’integrazione nella comunità. Una comunità che non si ferma alla sola città di Siderno ma, in un’ottica di territorio, punta a divenire fulcro per progetti concreti da compiere in tutta la Locride. 
