Reggio Calabria, affiliato della ‘ndrangheta intervistato da Klaus Davi: “cupola non esiste, Archi comanda su tutti” [VIDEO]

Print Friendly

Reggio Calabria, affiliato della ‘ndrangheta parla con Klaus Davi: “cupola non esiste, Archi comanda su tutti”. E tira in ballo Molinetti per gli omicidi di Massimo D’Ascola e Giorgio Clemeno

Klaus

“Guardi se lei intende per cupola un sistema con a capo una sorta di vertice, quello nella ‘ndrangheta attuale non c’è. Altro sono le ‘mangiate’; noi le chiamiamo ‘mangiate’… ‘mi vado a fare una mangiata’ diciamo e si riuniscono i capi – o chi per loro – perché magari devono parlare di qualche cosa. E non sono riunioni nelle quali ci si domanda ‘ciao come stai’. Lì si parla solo di soldi”. Mimmo è a tutt’oggi un affiliato della ‘Ndrangheta. Ha fatto diversi anni di carcere ed è uscito. Non è un pentito né un collaboratore di giustizia. Noi lo definiremmo un dissidente di ‘Ndrangheta. Mimmo si è messo in contatto con Klaus Davi e lo ha incontrato fuori Reggio Calabria, in un luogo isolato. Non appartiene alle famiglie big, ma a una ‘ndrina federata a una più grande. Mimmo conosce personalmente molti esponenti dei clan di Archi, citati nell’intervista.

CUPOLA DELLA NDRANGHETA O NDRANGHETA UNITARIA
“Ci sono state occasioni, noi le chiamiamo ‘mangiate’. ‘Mi vado a fare una mangiata’ diciamo e si riuniscono i capi – o chi per loro – e magari devono parlare di qualche cosa, questo sì ma non la parola cupola, cupola come Cosa Nostra no. Non dico che non sia mai esistita, ma oggi come oggi no. Riunioni di ‘Ndrangheta, questo sì. Ma noi non la chiamiamo Cupola, Cupola che è?!”, riunioni per decidere su “appalti, autostrade, negozi: soldi. Si parla sempre di soldi. Non c’è mai una riunione dove si parla di ‘come stai come non stai… i figli la moglie’: soldi, sempre soldi, solo soldi su soldi, su tutto come prima cosa”

PIZZO A REGGIO CALABRIA
“Le estorsioni? mai finite a Reggio Calabria. Ci sono quelli che denunciano, perché realmente non la vogliono e quelli che non denunciano perché vogliono realmente la protezione. Ad alcuni gli sta bene l’estorsione – ti sembrerà un paradosso – invece ci sono quelli che gli sta bene l’estorsione, perché si crea un’amicizia anche. Un paragone stupido: io vado a fare l’estorsione là, la vado a fare ogni mese da due, tre anni, ormai divento una normalità. Io vado ogni giorno 9 – sempre un esempio sto facendo – e mi prendo i miei 500€ e magari quando entro dicono anche ‘andiamo a prenderci un caffè’. È così, ti sembrerà una cosa assurda, ma è così. E su 100 esercizi 99 pagano. Tutti pagano a Reggio Calabria. Non pagano solo quelli che sono ‘amici di amici’ o parenti. Da dove c’è il bar Cordon Blue fino all’inizio di Gallico tutti pagano ad Archi, tutti. Le altre zone non sono competenza di Archi. Santa Caterina è un’altra cosa, Sempione è un’altra… ma tutti…tutti pagano. Perché tanti che non sono… che si sono tirati indietro… pum. Li hanno sistemati. È così: se non salta oggi, salta tra dieci giorni, un mese”.

CONTRO I PENTITI
“Nessuno, oggi come oggi, infama un altro perché vuole cambiare vita. C’è sempre uno scopo. Se tu guardi tutti i pentiti, tutte quelle persone che sono nuovi pentiti ora, è perché rischiano la galera di vent’anni, rischiano l’ergastolo. Solo per questo lo fanno. Solo perché arrestavano a Moio e gli davano due tre anni di galera, tu credi che infamava qualcuno?! E gli altri la stessa cosa. Non è che perché beccano me, deve andare in galera anche ‘Klaus’ – per fare un esempio -, no. Io mi faccio la mia galera poi se vedo che le cose cambiano e decido di smettere quando esco ne parlo con ‘Klaus’: ‘Klaus, io mi sono fatto la mia galera, non ho infamato nessuno, però ora io preferisco farmi la mia vita perché non voglio tornare dentro un’altra volta’. Io sono di questo parere. Tutti quelli che infamano sono persone che non valgono niente perché due giorni prima ci mangiano e due giorni dopo li infamano: per me è sbagliato. Perché io preferisco che tu stesso mi dici che sto sbagliando e che sta vita non va bene ma non infamare le persone, per me non è giusto. Tanti hanno collaborato poi sono usciti e hanno fatto peggio dopo. È sempre una tecnica che usano”.
OMOSESSUALITA’ NELLA ‘NDRANGHETA NON E’ PIU’ TABU’?
“Oggi come oggi, no. Forse in alcune zone della Calabria ma non ad Archi. Non c’entra “tu sei gay allora ti ammazziamo”, non ad Archi. Si trovavano magari gli ‘amici’ (affiliati) e parlavano male di quella persona: “quello è gay, quello è così”… capita. Però anche se è vero non succede niente. Non è come quella cosa di Gioia Tauro che avevo letto che lo hanno ammazzato. Oggi come oggi, c’è in Calabria qualche zona che ancora ragiona così ma sono solo cavolate ormai”.

TUTTI HANNO IL TERRORE DI ARCHI
“Perché Archi viene chiamato “il quartiere”, il quartiere della ‘ndrangheta?! Perché tutto dipende da Archi, per tante zone della Calabria, non ti credere: Melito, Palmi, Scilla. Hanno sempre un leader, diciamo, un capo loro, chiamalo come vuoi tu, però tutto dipende da là. Se ad Archi decidono… questo grosso modo nella storia perché non avevo l’età per viverla direttamente quell’era – quando c’è stata la guerra di Archi, la bomba di Villa San Giovanni dicevano l’avevano messa quelli di Archi, perché le famiglie di Archi non dovevano chiedere il permesso a nessuno, se volevano fare un’azione la facevano e basta. Avevano messo la bomba ad Imerti, anni e anni fa, e dicevano che nessuno aveva chiesto il permesso – perché per fare un’azione del genere devi chiedere il permesso – non mi prendere per presuntuoso, ma è così: dove vai vai, in tutti i locali di Reggio Calabria, Archi comanda. E non solo: Archi va magari a Vibo e chiede il permesso, ma se non glielo danno il permesso Archi lo fa lo stesso: e questa è la potenza, la paura che hanno di Archi. Non ci sono ormai queste cose che noi diciamo: “si scornano”, non ci sono più queste situazioni ma se dovesse succedere, vince Archi”.

GINO MOLINETTI MANDANTE
Klaus Davi: Signor Mimmo si dice che gli assassinii di Massimo D’Ascola e Giorgio Clemeno, uccisi sotto casa sei anni fa, portino una firma molto ‘autorevole’ di Archi. Erano già uscite intercettazioni in tal senso pubblicate da Consolato Minniti…
Mimmo: sì, di Luigi Molinetti. Il vero mandante.

LO STRAPOTERE DEI TEGANO
Klaus Davi: Chi conta adesso ad Archi?
Mimmo: Preferisco non rispondere
Klaus Davi: Ci sono persone maggiormente rispettate ad Archi? Giovanni Tegano?
Mimmo:Giovanni? Va bene per i locali… lascia stare
Klaus Davi: E Domenico?
Mimmo:Una persona considerata.
Klaus Davi: Ma qualcuno critica i Tegano, ad Archi? Perché?
Mimmo: Hanno voluto troppo. Hanno esagerato. Hanno peccato di arroganza. Hanno voluto tutto. Sono stati avidi. E queste cose non portano mai bene…

MI SONO AFFILIATO A 14 Anni
‘Battezzo non esiste ora si entra per frequentazione’
“13/14 anni avevo. Ma non è che si entra a far parte di un’associazione così, ormai non c’è più il battesimo. Sono cavolate queste. Ormai, oggi come oggi, funziona così: io frequento qualcuno che, diciamo, una persona di spicco, una persona ‘importante’ e allora dicono, ‘ok, lui vuole entrare con lui, allora è un picciotto, appartiene a lui’. Ormai funziona così. L’educazione è elementare. Ad esempio può essere ‘Vieni con me a fare una passeggiata…’ incominci la frequentazione così, ma poi non è che ‘sono io a scegliere te’, il meccanismo è tutto così. Se mi metto con quello appartengo alla famiglia Tegano, se mi metto con quell’altro appartengo alla famiglia De Stefano, quell’altro appartiene alla famiglia Condello… funziona così. Chi viene con un Tegano, appartiene ai Tegano e così via. La fiducia te la conquisti nei giorni e nelle cose che tu fai. Se oggi si deve fare un tot di soldi, si decide di andare in quel negozi. Loro vedono come ti muovi: c’è da fermare una macchina, c’è da sparare un negozio, c’è da fare qua… Questo è. Non è che c’è una regola di prove. Oggi sparo a questo, domani ammazzo a quello…. Non c’è, in base ai giorni, vedono come ti comporti, anche senza fare nulla. Così funziona. Non è come 50-60 anni fa, che per appartenere alla famiglia ci voleva il battesimo, non è più così ormai, quella ndrangheta è finita”.

CI SONO QUELLI CHE SONO MAFIOSI E NON LO SANNO
“Ricordati una cosa: più ne arrestano più aumentano: perché ci sono sempre i figli, i nipoti, i pronipoti e se no c’è il cognato, il suocero. È sempre uno che comanda ma la ‘giostria’ – la manovra – un altro; è sempre uno – e finché c’è lui resta sempre lui. Se non c’è lui magari manovra un altro. Non c’è il perno, non c’è il capo e ce n’è un altro. Oggi come oggi, c’è il mafioso ma non sa di esserlo. Questo cosa significa, che non essendoci i battesimo ma la fiducia, se tu frequenti sei affidabile. Ma il problema è che se le cose vanno bene, ok ma se vanno male quella persona che pensi affidabile ti infama. Sta succedendo questo”.

ROSARIO DE STEFANO CON I BAMBINI? SOLO SCENA
“Scena, scena! Faceva solo scena, scena perché, quando ho visto Rosario che è arrivato con i bambini. E’ una sceneggiata che lui ha fatto… perché come tu hai puntualizzato, lui è venuto coi bambini per non farsi avvicinare. Lui voleva quello: farsi vedere con i bambini… È tutta scena. Loro vogliono questo: vogliono la scena. Quando tu vai a intervistarli o a rompergli, tra virgolette le palle, come diciamo noi, quando vai a fare questo che loro scappano, fuggono, dicono le parolacce… per loro è un gioco! Per loro è un gioco, gli piace: molti di loro sì fanno finta di essere infastiditi e gli piace invece la cosa. Sono sicuro al mille per mille. Perché quando escono i giornali con il titolo: ‘Intervistato il boss’… e magari oggi come oggi quella persona non conta un cazzo… non conta niente…”

SEI ANDATO DOVE NON DOVEVI
“Noi abbiamo un detto: ‘quando qualcuno è spagnato dorme senza cuscino’, noi diciamo così: quando qualcuno ha paura, delle persone, della polizia, dorme senza cuscino, cioè dorme scomodo. Perché tu sei… allora parliamoci chiaro i giornali sì li seguo, telegiornale ecc… però tu sei arrivato a colpire il centro, tante volte involontariamente, perché tu vai dove non dovresti andare… però indirettamente colpisci, tocchi, un’altra persona… non so se mi spiego bene. Come tu hai parlato prima del Molinetti, dell’omicidio del giudice Scopelliti, che è ancora irrisolto per insufficienza di prove… toccando questo tasto tu pensi che al Molinetti non dia fastidio? Perché magari si incomincia a rivangare questo fatto. Hai colpito il centro, per questo motivo. Come ti ho detto prima: quando qualcuno è spagnato non va tranquillo a letto”.

NDRANGHETA E POLITICA: SENZA NOSTRI VOTI NESSUN SINDACO CE LA FA
“Prendiamo me come personaggio per fare un esempio: io mi voglio candidare, ho gli attestati che posso farlo, che sono intelligente, ho laurea, ho tutto, allora io vado da chi di competenza: vado da lui e gli spiego quello che vorrei fare, se gli conviene – perché se mi candido e vinco deve convenire anche a chi mi fa candidare. Deve sempre mangiare. Io ti aiuto però tu mi devi dare. È sempre stato così. Io ti faccio salire in politica però tu mi devi dare appalti, mi devi dare. E come fai a fare il sindaco senza l’appoggio? E’ così in qualsiasi zona di Reggio Calabria. Ti faccio un piccolo esempio: a Sempione che comandano i Latella e i Labate ma prendono sempre spunto da Archi. Anche se in questa zona comanda Latella deve sempre dare conto ad Archi. Sempione è un ‘comune’ a sé, diciamo, e i Latella vogliono portare Klaus Davi presidente – facciamo un esempio – devono sempre chiedere conto ad Archi se va bene, se poi ad Archi dicono che ne mandano un altro… È difficile che quando una famiglia di Archi oppure un boss di Archi decide una cosa, che le altre famiglie si rivolgano contro… che dicano no, non mi sta bene: è difficilissimo. Perché Archi fa paura!”

VILLANI E MOIO SONO ATTENDIBILI
Klaus Davi: Moio è attendibile?
Mimmo: Sí, Villani pure Moio. Fiume solo in parte.

USCITENE FINCHE’ SIETE IN TEMPO
“Chi è in tempo, che ne esca… chi è in tempo, prima di combinarne più grosse, prima di mangiarsi la vita in galera, che ne esca, che la galera non porta da nessuna parte, porta solo solitudine. Ma non tutti ragionano così. Conosco persone che è in carcere piangono i figli… ‘mi manca mia moglie mi mancano i figli’… persone che fuori sono ritenute di spicco e dentro il carcere piangono, si prendono le medicine per dormire la sera, parlano con gli avvocati, con gli assistenti sociali, piangono… poi escono e che fanno? Ricadono. Sono solo scuse! Scuse per uscire dal carcere… perché la mentalità se non la cambi in tempo non la puoi più cambiare. Perché ormai oggi come oggi ad Archi si nasce già mentalmente delinquenti… È genetico, perché dove vai vai… io vado a scuola a Reggio e sanno che sono di Archi? Hanno paura solo a sapere che sono di Archi. È così. Vai in Francia vai in Inghilterra quando sentono Calabrese mi dicono Mafia se poi conoscono Archi e dici Archi, si allontanano”.

PAOLO SCHIMIZZI?
“Per certi aspetti è un bene che non si sia scoperto chi è stato. Un bene per tutti. Perché il giorno in cui si dovesse scoprire la verità potrebbe scoppiare una nuova guerra di mafia”.

Fonte:StrettoWeb