RIMBORSOPOLI | De Gaetano non risponde ai pm

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Al via gli interrogatori dei politici coinvolti nell’inchiesta Erga omnes. L’ex assessore regionale opta per il silenzio. Nucera nega i doppi rimborsi e scherza: «Il divieto di dimora? Buona occasione per un viaggio con mia moglie». Il primo a sottoporsi alle domande dei magistrati è stato Trapani, il collaboratore di Giovanni Bilardi

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De Gaetano al Cedir, sede della Procura di Reggio

REGGIO CALABRIA Primi interrogatori per l’inchiesta Rimborsopoli, che ha fatto luce sulla gestione a dir poco disinvolta dei fondi destinati ai gruppi del consiglio regionale.

Il primo a essere ascoltato dal pm Matteo Centini e dal procuratore aggiunto Gaetano Paci, è stato Carmelo Trapani, difeso dall’avvocato Luigi Tuccio, sostituito dalla compagna e collega Giampiera Nocera‬. Trapani, raggiunto dal divieto di dimora in Calabria emesso dal gip Olga Tarzia, per oltre tre ore ha risposto a tutte le domande dei magistrati, tentando di chiarire la propria posizione, complicata dall’enorme mole di materiale probatorio – videoriprese incluse – messo agli atti dell’inchiesta.

Al termine del confronto con i magistrati, Trapani è andato via senza rilasciare commento alcuno ai cronisti, ma i suoi legali fanno sapere che in sede di interrogatorio avrebbe risposto a ogni domanda, tentando di chiarire la propria posizione e il proprio ruolo di collaboratore di Bilardi. Per i difensori, nulla sarebbe a lui direttamente imputabile perché privo di alcun ruolo determinativo e non legittimato a chiedere rimborsi, tuttavia bisognerà capire come gip e magistrati valuteranno le sue dichiarazioni.

Un confronto serrato, al termine del quale l’ex membro dello staff di Bilardi – nel frattempo transitato nella struttura di un altro esponente di Ncd, il consigliere regionale Giovanni Arruzzolo – è apparso piuttosto turbato, tanto da allontanarsi rapidamente dopo qualche ruvido commento sulla presenza di telecamere.

Subito dopo, i magistrati hanno ascoltato l’ex segretario-questore Giovanni Nucera, anche lui “esiliato” dalla regione. Al termine dell’interrogatorio durato più di tre ore, l’ex consigliere regionale appare sereno. «È stata – dice – una chiacchierata per quel che mi riguarda molto chiarificatrice, non ho nulla da aggiungere a quanto non sia stato detto dentro. Per la prima volta ho potuto chiarire e spiegare tutte le situazioni fra virgolette “anomale” che mi sono state contestate e credo di avere dato spiegazioni sufficienti per aiutare i giudici a capire quale sia la mia reale posizione, che non ha nulla di eccezionale, anche per le cose contestate».

Anche per i doppi rimborsi che gli vengono contestati nell’ordinanza, Nucera ha una spiegazione: «C’è stato un errore nella trasmissione di faldoni ma facilmente riconducibile a un errore materiale, ma mai liquidati. Attenzione, non è che ci sono stati due rimborsi per la stessa cifra, è stato presentato materiale cartaceo che non ha avuto effetto. L’errore è stato commesso e me ne attribuisco tutte le responsabilità, ma assolutamente non c’è stato un doppio pagamento e lo dicono i numeri». E sul divieto di dimora in Calabria spiega: «Quale migliore occasione per una vacanza con mia moglie?».
Alle 14.30  è il turno dell’assessore dimissionario Nino De Gaetano. L’ex membro della giunta Oliverio, attualmente ai domiciliari arriva scortato dai suoi due legali, entra subito nelle aule gip, ma il suo interrogatorio dura solo pochi minuti. Giusto il tempo di comunicare le proprie generalità e dichiarare di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. Espletate le formalità di rito, con il volto coperto da grossi occhiali scuri, si allontana rapidamente dal Cedir.

Il già parlamentare ed ex presidente del Consiglio calabrese Luigi Fedele (interrogatorio fissato alle 16), invece, sarebbe pronto a rispondere punto su punto alle domande degli inquirenti.

a. c. 

fonte: Corriere della Calabria