Giustizia: testimoni incatenati davanti Viminale, vogliamo lavoro

Print Friendly


Giustizia: testimoni incatenati davanti Viminale, vogliamo lavoro


13:09 26 FEB 2014 (AGI) – Roma, 26 feb. –

Testimoni di giustizia incatenati davanti al ministero dell’Interno in piazza del Viminale a Roma per protestare contro “l’abbandono da parte dello Stato” e chiedere un lavoro.

Sono 88 in tutto i testimoni di giustizia in Italia che hanno denunciato i loro aguzzini e in alcuni casi hanno dovuto abbandonare la propria abitazione e il lavoro e sono costretti a vivere in localita’ protette. “Siamo qui per chiedere – ha detto Ignazio Cutro’, originario dell’agrigentino e che ha denunciato i propri estorsori permettendo l’arresto di 9 persone – che vengano applicate le norme e quei decreti per la tutela dei testimoni che finora sono stati abbandonati. Chiediamo l’impiego dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione applicando quel decreto attuativo che dorme da tempo sulla scrivania del ministro Alfano. Chiediamo solo di tornare ad essere figli di questo Stato”.

Sono 5 in tutto i testimoni di giustizia che protestano davanti al Viminale e che si sono incatenati mostrando uno striscione con su scritto: “prima vittime delle mafie oggi torturati dallo Stato.

Morti che camminano”.

“Ho fatto arrestare una banda di narcotrafficanti – ha detto Gianfranco Franciosi incatenato davanti al ministero dell’Interno – ero un infiltrato della Polizia, ho dovuto rinunciare all’azienda di nautica sportiva che avevo in Liguria per andare in un programma di protezione ma la vita era troppo insopportabile per me e la mia figlia e per questo sono fuoriuscito e sono rientrato nel luogo dove vivevo tentando con mille difficolta’ di riaprire la mia azienda ma occorre un aiuto da parte dello Stato”. I testimoni di giustizia hanno incontrato il vice ministro dell’Interno uscente Filippo Bubbico e il senatore Giuseppe Lumia del Partito Democratico. “Il decreto deve essere rivisto – ha detto Bubbico – per risolvere alcuni problemi. Infatti la legge prevede che l’assunzione obbligatoria riguardi il titolare dello speciale programma di protezione escludendo i testimoni che decidono di rimanere in loco. Il problema che la commissione e il gruppo di lavoro si pone e’ quello di garantire che il diritto corrisponda a precise regole come la trasparenza, la non discriminazione e l’imparzialita’. Bisogna selezionare i testimoni nel rispetto delle regole disciplinando tutte le tappe della procedura e proprio per questo la commissione ha deciso di affidarsi a una serie di specialisti in diversi campi. Bisogna fare in fretta ma bisogna fare bene”. “Credo che questo governo – ha detto il senatore Lumia del Pd – debba fare un salto di qualita’ e sui testimoni di giustizia bisogna cambiare passo perche’ abbiamo sempre detto che sono una risorsa. I testimoni devono avere diritto a un lavoro che sia riconosciuto sia che vadano nelle localita’ protette che se decidono di rimanere a casa”. (AGI . RSS Ultime da “Cronaca” Liguria: maltempo, sgomberate famiglie per frana Golfo Paradiso (AGI) – Chiavari (Genova), 26 feb. – Il maltempo ha causato un’altra frana con la conseguenza dello sgombero di sei famiglie. E’ accaduto nell’entroterra del […] Articolo completo