Giorgio Napolitano è Presidente

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Quirinale, il capo dello Stato viene rieletto
con il sostegno di Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica

(Ansa) MILANO – Giorgio Napolitano è ancora il presidente della Repubblica, primo capo dello Stato della storia d’Italia a ricevere l’incarico per due volte.

LA SCELTA – Il suo nome viene proposto al sesto scrutinio, voluto da Pd, Pdl, Scelta Civica e Lega Nord. I voti ottenuti sono 738, di gran lunga oltre la soglia dei 504 necessari per l’elezione ma una quarantina in meno rispetto alla somma dei grandi elettori dei quattro partiti sostenitori. Il capo dello Stato, 87 anni, aveva più volte ribadito di non voler affrontare un altro settennato ma il precipitare degli eventi degli ultimi giorni – il fallimento delle due diverse opzioni (e strategie politiche) che hanno portato il Pd a puntare prima su Franco Marini, poi su Romano Prodi – spingono Napolitano a cambiare idea. E così, dopo una mattinata di fitti colloqui con i leader dei partiti che poi lo hanno votato, arriva il via libera alla ricandidatura. «Sono disponibile, non posso sottrarmi. Ora però serve un’assunzione collettiva di responsabilità» fa sapere il presidente della Repubblica in una nota. ] Giorgio Napolitano (Ansa)
MILANO – Giorgio Napolitano è ancora il presidente della Repubblica, primo capo dello Stato della storia d’Italia a ricevere l’incarico per due volte.

LA SCELTA – Il suo nome viene proposto al sesto scrutinio, voluto da Pd, Pdl, Scelta Civica e Lega Nord. I voti ottenuti sono 738, di gran lunga oltre la soglia dei 504 necessari per l’elezione ma una quarantina in meno rispetto alla somma dei grandi elettori dei quattro partiti sostenitori.
Il capo dello Stato, 87 anni, aveva più volte ribadito di non voler affrontare un altro settennato ma il precipitare degli eventi degli ultimi giorni – il fallimento delle due diverse opzioni (e strategie politiche) che hanno portato il Pd a puntare prima su Franco Marini, poi su Romano Prodi – spingono Napolitano a cambiare idea. E così, dopo una mattinata di fitti colloqui con i leader dei partiti che poi lo hanno votato, arriva il via libera alla ricandidatura. «Sono disponibile, non posso sottrarmi. Ora però serve un’assunzione collettiva di responsabilità» fa sapere il presidente della Repubblica in una nota.