Tema sulla ‘ndrangheta di una bambina di undici anni

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Tema sulla ‘ndrangheta di una bambina di undici anni

Maria Rita Catalano legge il tema-Foto di Adriana Sapone

TEMA

Ogni giorno in televisione e sui giornali si sentono tragiche notizie che spesso hanno come vittime ragazzi. Parla di uno di questi fatti esprimendo le tue considerazioni a riguardo.

Era il 24 maggio 2005 quando nella mia famiglia è successo un fatto di cronaca orribile: era stato ucciso a soli 32 anni, con un colpo di pistola alla testa, mentre tornava a casa, Gianluca Congiusta, il mio cuginetto nonché mio compare.

Si presume che sia stato ucciso dalla mafia, perché la fidanzata aveva ricevuto una lettera, dove c’era scritto che doveva pagare una cifra; allora spaventati, i genitori della sua ragazza si rivolsero a lui, che poi si mise in mezzo e così la mafia l’ha ucciso per non avere problemi. La mia famiglia era triste in quei giorni e non capivo il perché. Io, essendo molto affezionata a Luca, volevo vederlo, ma tutti mi dicevano che era partito e aveva cambiato numero telefonico e nessuno sapeva quale fosse. Mi ricordo che prendevo ogni giorno il telefono di casa e provavo a chiamarlo, inutilmente: quei minuti di attesa erano terribili perché lo volevo sentire con tutto il cuore.

Pian piano, da sola, ho capito che era successo quella sera buia del 24 maggio, e allora ho cominciato a rattristarmi, ricordando quando mi chiamava al telefono e diceva di essere Babbo natale o la Befana e mi divertiva un sacco.

L’altra notte ho fatto un sogno: ho visto Luca da giovane a solo 15 anni; era stato ritrovato vivo vicino a casa mia ed io ero subito corsa da lui ad abbracciarlo e dirgli che c’ eravamo preoccupati per lui e avevamo pianto tantissimo, lui mi chiese come era morto e io gli risposi per mafia.

Io ancora non so cos’è la mafia, ma da quello che posso dedurre è come un cancro, una peste che ammala tutto ciò che tocca; è come due mani che stringono il collo fino a far soffocare.

Spero che di questi episodi non ne accadano più: per le famiglie delle vittime è orribile sopportare tanto dolore a causa della mafia. Io immagino che chi compie questi brutti delitti non soffre e non merita di essere perdonato anche se la nostra religione ci dice il contrario.

A Dicembre, al Tribunale di Locri finirà il processo contro i presunti assassini di Luca Congiusta: mi auguro che li condannino all’ergastolo. Sicuramente mio cugino non tornerà a casa dalla sua famiglia, ma questo mi farà credere che c’è la giustizia.

9 novembre 2010 Maria Rita Catalano