Domani la “Lunga Marcia della Memoria”

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Domani la “Lunca Marcia della Memoria”

Parte domani la “Lunga Marcia della Memoria” verso Pietra Kappa dove sono stati ritrovati i Resti di Lollò Cartisano

Come ogni anno l’appuntamento è alle ore 08.00 sulla ss106 al bivio che porta a San Luca.

Un momento dellaa Macia del 2011

Venite e tornerete

di Anna Luce Giorgi

Venite in Aspromonte quel giorno e senza aspettative, tornerete in Aspromonte l’anno dopo con una verità. Quel giorno è il 22 luglio.

Non a caso, il calendario segna Santa Maria Maddalena, una donna sulla quale nessuno avrebbe puntato aspettative duemila anni fa, ma verso cui tutti, almeno storicamente, siamo riconoscenti per la scoperta di una verità universale: il sepolcro vuoto di Gesù.

Quando a quel tempo la gente scappava, negava o peggio ancora, accettava la violenza disumana sul corpo del Cristo, testimoni ci dicono che Maria Maddalena “era là in piedi presso la croce”.

Anche noi, uomini e donne, giovani e anziani che il 22 luglio andremo in Aspromonte, ci troveremo là per omaggiare tanti Cristi, perché non scappiamo, nè accettiamo, come fanno i vigliacchi, la violenza inaudita dei nostri tempi, che in Calabria si chiama ‘ndrangheta.

Cammineremo per non dimenticare, come fece Maria Maddalena e marceremo verso la nostra croce che, duemila anni dopo quella sul Golgota (il monte del calvario in Gerusalemme), segna la sofferenza che fu di Adolfo Cartisano (chiamato Lollò) e quella di tutte le vittime innocenti di mafia.

Oltre a Lollò, ricorderemo Celestino Maria Fava, Gialuca Congiusta, Giuseppe Tizian, Vincenzo Grasso e tutti i calabresi onesti, uccisi per colpa della tirannia ‘ndranghetista.

Lì in Aspromonte arriveremo per ricordare e da lì torneremo per sperare.

Il nostro non sarà un pellegrinaggio, né una passeggiata, ma una marcia nel bel verde di quel massiccio mediterraneo, che ripido si lascia alle sue spalle il mare.

Nel vocabolario italiano, marciare vuol dire “avanzare in gruppo, a passo modulato e in ordine, verso una meta”. Avanzeremo allora (cioè cammineremo forti e sicuri), in gruppo (certo non da soli), a passo cadenzato (con metodo e senza timore, come deve essere nel nostro quotidiano), in ordine (prima verrà chi avrà la vita di un familiare da raccontare, poi seguirà chi quella storia vorrà condividerla, almeno un po’) e verso la stessa direzione (la memoria del troppo sangue, versato innocentemente).

Venite e tornerete.

La nostra bussola saranno i parenti delle vittime di mafia: la figlia di Lollò, Debora, i genitori di Celestino, Annamaria e Antonio Fava, la figlia di Vincenzo Grasso, Stefania, la moglie di Giuseppe Tizian, Mara, il papà di Gianluca Congiusta, Mario e tutti gli altri parenti, che ci “guideranno” attraverso le loro testimonianze, per fare un passo in avanti con i piedi, sui sentieri difficili ma ammirevoli dell’Aspromonte, quasi a rappresentare il sentiero della vita e, allo stesso tempo, un passo indietro con la mente, in ricordo di padri, figli e amici, che non marciano più.

Perché venire il 22 luglio in Aspromonte? Per l’onore di chi ha lottato coraggiosamente prima di noi e la vicinanza a chi lotta tuttora per migliorare la Calabria, quella vera.

Chi non potrà venire, rivolga almeno una preghiera verso la marcia, se credente, o partecipi con un sano pensiero rivolto a Pietra Cappa, per aderire anche a distanza alla parte più giusta, onesta e quindi bella della società calabrese.

Perché tornare? Semplicemente perché le emozioni importanti vanno rivissute.

L’appuntamento è quindi il 22 luglio alle ore 8,30, per la partenza dal sentiero che va verso Pietra Cappa. Sicuramente saremo più dell’anno scorso, perché le cose giuste portano frutti e si moltiplicano da sole: ci moltiplicheremo per dire un Sì alla memoria delle vittime innocenti di mafia e ribadire un No ad una Calabria mafiosa.

Quest’anno il 22 luglio sarà una domenica, quindi niente scuse, anche il mare potrà aspettare i suoi bagnanti al pomeriggio, dopo una mattinata preziosa, da vivere tutti uniti in Aspromonte.

Venite e tornerete!