SPRETATE IL PRETE CHE DIFENDE I MAFIOSI

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Spretate il prete che difende i mafiosi, per favore!

di ucceo goretti

Nel corso del processo “All Inside che si sta celebrando presso il tribunale di Palmi e che vede imputati numerosi esponenti del clan Pesce il parroco di Rosarno don Memè Ascone così si è espresso:

Nella foto don Memè

«Francesco Pesce è un mio amico, Domenico Varrà è un gran gentiluomo e Franco Rao è una brava persona».

Davanti al colleggio presieduto da Concettina Epifanio,il sacerdote ha risposto alle domande dei legali ma anche del Presidente difendendo a Spada tratta gli imputati. Don Memè che è parroco di Rosarno da almeno trenta anni,,ha definito gli imputati come galantuomini affermando anche che erano assidui frequentatori della Parrocchia ed anche impegnati nel sociale.
“Persone perbene” li ha descritti il prete don Memè che ha offerto degli imputati,che in questo processo sono accusati di reati pesantissimi,una visione assolutamente opposta a quella dei Magistrati Antimafia.Tanto che il presidente Epifanio ad un certo punto gli ha chiesto se la Rosarno che stava descrivendo fosse un’isola felice.    l prete ha risposto di no ed ha aggiunto che a Rosarno “cè il nero e cè il bianco” ma senza specificare però cosa intendesse dire.
Don Memè ,sempre rispondendo alle domande dei legali e del Presidente ha raccontato che con Francesco Pesce ,figlio di Giuseppe detto “Pecora”andavano insieme a funghi.
Mentre il parroco diceva queste cose,,il pm Alessandra Cerreti è uscita dall’aula.

Il 17 novembre del 2008 ignoti picciotti della ‘ndrangheta esplodevano cinque colpi di fucile calibro 12 contro l’automobile del parroco della chiesa di Maria Santissima Addolorata, don Carmelo Ascone. L’automobile, una Fiat Punto, era parcheggiata nei pressi dell’abitazione del sacerdote quando sono partite le schioppettate. Don Carmelo,  ha denunciato ai carabinieri, i quali hanno avviato le indagini.   ”Continuero’  a parlare contro la mafia, contro la criminalita’, ha detto don Carmelo perche’ e’ questo il mio dovere. Questo episodio e’ chiaro, si commenta da solo: vorrebbero zittirmi ma nessuno riuscira’ a fermarmi nella mia attivita’ pastorale. La mafia e’ violenza e morte, oppressione. Chi e’ cristiano non puo’ che essere contro la mafia”
Effettivamente don Memè non si è fatto zittire, viste le dichiarazioni fatte, ed allora…spretate il prete.
ucceo goretti