In marcia per ricordare le vittime della mafia

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Bovalino .La carovana promossa da Libera fino a Pietra Cappa dove fù ritrovato il corpo di Cartisano

In marcia per ricordare le vittime della mafia

La partenza

Bovalino 21 luglio 2011

di Domenico Agostini

Alle 8.00 all’incrocio che dalla SS 106 si innesta nella provinciale che porta fino a San Luca incominciano ad arrivare le prime macchine che molto opportunamente si fermano dopo cento metri dallo stesso. Pulmini da Polistena, Gioiosa e poi macchine.

Si forma una lunga coda che crea qualche disagio. La camionetta del Commissariato di PS di Bovalino mette ordine e invita gli automobilisti a partire  con calma un po’ per volta  per evitare lunghe colonne.  Deborda Cartisano, è sulla 106 per attendere le carovane e dare indicazioni sul percorso.  12 chilometri per giungere San Luca e proseguire fino a “San Giorgio”, dove lasceranno i mezzi per proseguire a piedi verso “Pietra Cappa”. 40 minuti per sentieri impervi. Sul pianoro di San Giorgio sono oltre settanta le macchine. C’è anche il sindaco di San Luca Sebastiano Strangio che li attende. E’ un arcobaleno di colori: rosso, verde, arancione, giallo e tutti con magliette inneggianti la legalità, l’amicizia, l’amore. Anche tre suore di Bosco sant’Ippolito, accompagnate da suor Carolina,  sono presenti per testimoniare la barbarie della mafia siciliana con l’uccisione di don Pino Pugliesi e l’impegno sociale del Centro intitolato al parroco di — che accoglie giovani e macina attività culturali.. Ci sono poi i familiari delle vittime per testimoniare le storie degli amati e sfortunati congiunti: Rocco Gatto, di Gioiosa Jonica.; Vincenzo Grasso, di  Locri; Antonino Marino, Nicodemo Panetta di Grotteria,  Gianluca Congiusta e poi ancora Giuseppe Tizian, Celestino Fava; ma è come se ci fossero tutti i morti ammazzati di Reggio, della Piana, di Lamezia, della Calabria.. Prima di intraprendere il cammino per Pietra Cappa, il coordinatore  di “Libera Locride”, Francesco Riggitano, ha rivolto il saluto a tutti i presenti affermando che la giornata del 22 luglio, è stata dedicata alle vittime di mafia ma non vuol essere  manifestazione di dolore. E’ un giorno d’amore e di gioia perché insieme vogliamo riaffermare i valori duraturi della legalità, del rispetto degli altri e dell’impegno civico”. Deborha Cartisano e la mamma Mimma Brancatisano hanno ringraziato tutti i presenti spronando i giovani ad essere responsabilmente presenti con l’esempio e il lavoro”. Mario Congiusta si è soffermato sul significato della giornata, dicendosi felice perché «tutte le vittime della violenza mafiosa, sono diventate testimonianza attiva che spinge le giovani generazioni ad essere sempre più presenti sul proprio territorio attraverso l’impegno e la solidarietà.” Il sindaco Strangio ha sottolineato il fatto che il “percorso” per raggiungere Pietra Cappa, deve rappresentare la via maestra per debellare ogni tipo di violenza”.

Un lungo applauso replicato più volte dall’eco, ha segnato l’atteso arrivo di don Luigi Ciotti il sacerdote che dice di essere soltanto “un cittadino che sente prepotente dentro di sé il bisogno di giustizia”. Strette di mano, abbracci, simpatie sono stati largamente condivise dal sacerdote che, per la liturgia della parola ha indossato i paramenti di don Tonino Bello morto il 20 aprile 1993, Vescovo di Molfetta, dalla grande umanità e dall’estrema libertà. “Pace, carità amore per la giustizia sociale, ha detto Ciotti, sono i valori che accompagnarono la sua vita e il suo apostolato. E’ stato  un uomo coraggioso. “Metto, in questo luogo dove è stata consumata un’atrocità grandissima, i paramenti del “Profeta della Pace” del “Vescovo della tenerezza””.  Nella sua liturgia della parola ha ricordato la figura di Maria di Magdala: “Oggi 22 luglio, si festeggia  la Maddalena,  la prima a vedere Cristo risorto. Lei che aveva girato le spalle al passato, ha potuto vedere il Signore. La Resurrezione di Gesù può essere solo testimoniata e siamo chiamati a dare le spalle al passato e guardare alla possibilità del futuro che la Resurrezione di Gesù ci offre”. Il sepolcro di Lollò Cartisano, è vuoto, ha proseguito il presule, ma egli rappresenta l’esempio della bontà, del lavoro, dell’onestà, l’amore per la famiglia  tutti valori  a cui dobbiamo ispirarci per essere veri figli di Dio.”

fonte: il Quotidiano

L’arrivo e la meditazione