L’iniziativa di Libera nella Locride-Da tutta Italia per Sostenere la legalità

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Da tutta Italia per sostenere la legalità


Maurizio Zavaglia

GIOIOSA IONICA – Hanno scelto di trascorrere un’estate diversa, all’insegna  della legalità e dell’impegno sociale. Stiamo parlando dei volontari arrivati  ieri a Gioiosa Ionica (dove rimarranno dieci giorni) per partecipare al primodei due campi di volontariato e di studio sui beni confiscati alla mafia,  organizzati dall’associazione Don Milani e dal coordinamento di Libera Locride.

Si tratta di diciotto persone con provenienza eterogenea, sia del centro-nord  (Firenze, Lecco, Bologna, Varese), ma anche del sud (Bari, Lecce, Ragusa), con  una prevalenza emiliana. Il gruppo più consistente, infatti, arriva da
Castelfranco Emilia, in Provincia di Modena. In questa comunità la  partecipazione al campo è stata promossa dalle parrocchie Manzolino e  Cavazzona, “come proposta educativa nuova, legata alla consapevolezza della cittadinanza e della legalità”, per come ci riferisce l’animatrice Rita Bovo.
Dello stesso gruppo di Castelfranco sono la persona più adulta, il  sessantacinquenne Mario Bovo e la più giovane, la sedicenne Giulia Cavallotti  che si augura di vivere “un momento di crescita individuale e collettiva”.

L’ iniziativa è stata presentata nella sala del Consiglio comunale, con il sindaco Mario Mazza a fare da padrone di casa e con la presenza degli organizzatori  Giuseppe Ritorto, Francesco Rigitano e Mario Congiusta. Il primo cittadino, nel  porgere il benvenuto ai volontari, ha ripercorso quanto fatto in questi anni  sul tema dei beni confiscati, ricordando anche il terreno assegnato alla stessa  associazione Don Milani sul quale si sono svolti i campi dello scorso anno (e sul quale Rigitano ha annunciato che sorgerà una casa di riposo per anziani).
Quest’anno, invece, il luogo “simbolo” individuato per lo svolgimento del campo  è una villetta situata in località Giardini, che avrà come destinazione  definitiva “sede di associazione sociali ed alloggi per categorie svantaggiate”.

La giornata tipo dei volontari rispecchia, con variabili locali,  l’impostazione data a livello nazionale per tutti i campi promossi da Libera  (che quest’anno sono complessivamente trenta, con la novità di sedi anche nel  nord Italia) e per come illustrato da Giuseppe Ritorto: di mattina lavoro di sistemazione del bene confiscato, di pomeriggio formazione sui temi della  legalità e dell’antimafia sociale, sera aggregazione, incontri con la comunità  locale e scambi culturali.

Nello specifico, il programma per i volontari  arrivati a Gioiosa prevede, oltre il lavoro sul bene confiscato in loco, una  giornata di impegno nella tinteggiatura della farmacia del sindaco di  Monasterace, Maria Lanzetta e la camminata lungo “i sentieri della memoria”  fino alla cima di Pietra Cappa, nel cuore dell’Aspromonte, dove furono trovati  i resti del corpo di Lollò Cartisano, fotografo vittima della ‘ndrangheta.
Durante il campo di volontariato sono previsti pure incontri con Stefano  Dodaro, dirigente del commissariato di polizia di Siderno e con familiari delle vittime di mafia.