Il tam-tam: tutti a Reggio Calabria

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L’APPUNTAMENTO
Il tam-tam: tutti a Reggio Calabria per un sabato anti-‘ndrangheta
Una grande manifestazione dalla parte della magistratura sotto attacco delle cosche. Tutto è partito dal Quotidiano della Calabria, ma giorno dopo giorno…

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA  –  Punta ad essere la più vasta manifestazione contro la ‘ndrangheta mai realizzata in Calabria. Stando alle adesioni ufficiali, sabato prossimo diverse migliaia di persone sfileranno lungo Corso Garibaldi a Reggio Calabria, per solidarizzare con la magistratura reggina e calabrese, sotto assedio da diversi mesi. L’iniziativa, promossa dal “Quotidiano della Calabria”, all’indomani della bomba fatta esplodere davanti al portone di casa del Procuratore generale Salvatore Di Landro, continua a crescere di giorno in giorno. Alimentata dal sostegno di un centinaio di amministrazioni locali, associazioni culturali, ambientaliste e realtà antimafia nazionali e regionali. Tanti anche i circoli politici di tutti i partiti. L’idea di una grande manifestazione per dire “No alla ‘ndrangheta”, lanciata dal direttore del Quotidiano, Matteo Cosenza, è cresciuta grazie alla disponibilità del sindacato calabrese, ma ancor di più per il metodo utilizzato per costruirla. Un percorso “aperto”, fatto di riunioni a cui ha potuto prendere parte chiunque, con proprie idee e proposte. Così dai rappresentanti del mondo del lavoro, a quelli degli industriali, ai commercianti, agli ordini professionali hanno potuto contribuire a quello che Cosenza definisce “un pezzo del percorso, di cui la manifestazione è soltanto una tappa, ma che pensiamo possa e debba andare avanti”.

Nella sostanza, tutto è stato deciso pubblicamente, dalla data della manifestazione, alla composizione del corteo, dalle modalità di partecipazione agli interventi finali dal palco che sarà allestito in Piazza Duomo. “Un metodo trasparente e democratico”, dicono gli organizzatori “che ha dimostrato due cose fondamentalmente: che esiste una Calabria matura e consapevole e che la gente ha voglia di riappropriarsi del proprio futuro, contro la criminalità organizzata”. Corteo aperto, dunque. Ognuno ci porterà dentro la propria storia, l’esperienza maturata, le idee personali e collettive. Insieme per un obiettivo comune, ma con la propria identità. Senza confusioni, insomma, sarà possibile esprimere la propria presenza ed avere la propria visibilità di gruppo o individuale. Sul palco nessun politico, niente sigle, solo testimonianze di chi la ‘ndrangheta l’ha vissuta sulla propria pelle e combattuta quotidianamente. Per Matteo Cosenza la soddisfazione di “aver contribuito a quella che speriamo sia una giornata importante per il futuro della Calabria”. Si tratta “di una manifestazione di tutti, sulla quale nessuno potrà mettere il cappello”.

“Esserci sarà importante  –  ricorda il direttore del Quotidiano  –  anche se sappiamo bene che l’antimafia non si misura sul numero delle persone, ma sulla qualità dei comportamenti che si adottano ogni giorno. Chi ci sarà, siano essi singoli o gruppi, non otterrò la medaglietta della legalità o il diploma della trasparenza. Assume però un impegno preciso è pubblico. Per quanto ci riguarda la vera scommessa per una regione migliore inizia il giorno dopo il corteo, quando bisognerà riempire di contenuti l’impegno assunto sabato”.

(22 settembre 2010)