CONFINDUSTRIA: CALABRIA, AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO IL ‘PIZZO’

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CONFINDUSTRIA: CALABRIA, AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO IL ‘PIZZO’


AGI) – Catanzaro, 13 nov. – La Confindustria Calabria dice di no al pizzo e lo fa attraverso una campagna illustrata questa mattina al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nel corso di un incontro che si e’ svolto a Catanzaro. “Io il pizzo non lo pago” e’ lo slogan utilizzato dagli imprenditori calabresi che hanno avviato l’iniziativa anche attraverso campagne pubblicitarie. E per contrastare il fenomeno gli imprenditori avvieranno denunce collettive, grazie al sostegno dell’associazione di categoria.

 

All’incontro di oggi con Grasso erano presenti, tra gli altri, il presidente di Confindustria Calabria, Umberto De Rose, il presidente di Ance Calabria, Francesco Cava, il presidente dei giovani industriali calabresi, Sebastiano Caffo, i vertici di settore e provinciali dell’associazione di categoria. “Il nostro obiettivo – ha detto De Rose nell’illustrare l’iniziativa – e’ quello di non lasciare piu’ l’imprenditore isolato, non sara’ piu’ il singolo a denunciare ma la collettivita'”. Tra i progetti avviati da Confindustria Calabria anche la sensibilizzazione degli studenti con un concorso per le scuole sulla cultura alla legalita’, perche’ “e’ da giovani – ha affermato De Rose – che bisogna avere la netta distinzione tra cio’ che e’ illegale e cio’ che e’ legale. Abbiamo deciso di alzare la testa – ha aggiunto il presidente degli industriali calabresi – di non guardare piu’ in basso avendo il timore di denunciare un fenomeno che da imprenditori e da cittadini calabresi non possiamo piu’ tollerare. Per questo avere vicino la magistratura e’ un segnale importante per un rapporto con le forze dell’ordine e con la magistratura che deve essere costante e costruttivo”.

Il procuratore nazionale antimafia ha sottolineato nel suo intervento che quello di oggi e’ il primo passo di un percorso da condividere. “Un incontro non operativo – ha dichiarato Grasso – perche’ l’operativita’ noi la dobbiamo raggiungere con i procuratori distrettuali antimafia di Reggio Calabria, Pignatone, e Catanzaro, Lombardo, e li’ dobbiamo metterci intorno a un tavolo per vedere come si puo’ affrontare tutti insieme questo fenomeno. Questo e’ il momento iniziale di un percorso che dovremo fare insieme”. Il procuratore ha anche ricordato che “l’unico modo per colpire le organizzazioni criminali e’ quello di attaccare i patrimoni”, mentre rispetto all’iniziativa di Confindustria Calabria ha affermato che “la denuncia collettiva e’ una buona idea in fase iniziale, sapendo pero’ che quando si va in processo il problema dell’esposizione della parte offesa non si puo’ superare”. Per questo ha sottolineato come “e’ li’ che bisogna fare rete protettiva da parte delle associazioni di categoria, della magistratura e delle forze di polizia, oltre alle associazioni che combattono questo fenomeno”. Grasso ha anche evidenziato che “abbiamo sempre piu’ segnali che il fenomeno si sta espandendo anche al Nord”, per questo ha ripreso tutti gli aspetti negativi che ruotano intorno alla richiesta di pizzo.
Il procuratore ha, infatti, dichiarato che di solito questa si basa su due aspetti, l’intimidazione da un lato e la convenienza dall’altro. “Non ci puo’ essere convenienza – ha aggiunto – nel momento in cui le regole del mercato vengono stravolte, perche’ le regole sono fatte dalle organizzazioni criminali”. Rispetto ai rischi per le imprese, Grasso ha sostenuto i rischi che la criminalita’ subentri nei capitali delle aziende, divenendone proprietaria. “Spesso e’ difficile sapere chi c’e’ dietro – ha affermato – perche’ spesso mantengono lo stesso schema societario iniziale. Se qualcuno passa da proprietario a dipendente deve farcelo capire. Anche la finanza si e’ affinata per aiutare la criminalita’ ad entrare nell’economia”.