i colori della memoria: ieri la serata finale

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Finita ieri la manifestazione “i colori della memoria”
Riace superiore (RC): con la serata di ieri si è concluso l’evento, ma restano per sempre i colori, la memoria e le emozioni di otto giorni intensissimi
tavolo domenica
Da oggi i segni dell’evento “i colori della memoria”, terminato ieri sera a Riace superiore, rimangono indelebili non solo nel centro storico del paese reggino, grazie ai 12 murales che stanno continuando a chiamare visitatori entusiasti, ma soprattutto negli animi di chi ha vissuto gli intensissimi otto giorni di lavori e di eventi.
Ieri sera il gran finale si è aperto con una tavola rotonda che ha toccato altissimi livelli. Ha aperto il dibattito sul “REATO DI ESISTERE” Mario Congiusta, che ha spiegato: «Molti dei presenti e tanti assenti il reato di esistere lo hanno commesso. Ne cito alcuni: il sindaco di Caulonia con le ronde di migranti e con il diritto di voto, Franco Candia, che ha contribuito a non affollare l’albergo di Lampedusa, Francesco Riggitano con il “don Milani” e con Libera Locride, Danilo Chirico con Da Sud, stop ‘ndrangheta ed il suo impegno continuo, Paola Bottero con il suo “ius sanguinis”, Mimmo Martino con ogni nota dei “Mattanza”, Alberto Gatto con il suo “grido dentro” ed i suoi spettacoli teatrali, Filippo Veltri con il suo “Ritornare a San Luca”, Peppe Voltarelli e Andrea Rivera con le loro denunce in musica, Luigi Sorrenti con la sua “Calabria che non si arrende”, Tonio dell’Olio con il suo “Mosaico dei giorni”, Michele Tripodi con la sua Tavola della Legalità, Attilio Tucci con il suo Museo della ‘ndrangheta, Francesco Cirillo con i no global e i murales, Nik Spatari che contro la mafia si è sporcato le mani, Giusi Marruzzo con la sua Grande Madre, Nino Vitale e i ragazzi di Carmagnola che oltre le mani hanno sporcato pure i muri di Riace. L’elenco potrebbe continuare all’infinito, per fortuna. E non smetterò mai di istigare chiunque a commettere il REATO DI ESISTERE: se anche ce lo iscrivessero sul certificato penale, stavolta staremo zitti».

Gli interventi successivi sono stati carichi di tensione emotiva, sotto l’ottima regia di Danilo Chirico. Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, ha raccontato la storia del paese dell’accoglienza dall’inizio, dai primi sbarchi passando per la nascita di una bambina in clandestinità («meglio una bambina nata che un’opera pubblica non ultimata») e arrivando all’impegno di questi giorni. Il Sindaco di Stignano, Franco Candia, ha preannunciato che anche questa amministrazione continuerà con l’impegno profuso in questi anni, mentre il Sindaco di Caulonia, Ilario Ammendolia, ha voluto precisare che anche i problemi nati con l’accoglienza delle nigeriane saranno superati. Tutti gli amministratori locali hanno sottolineato la necessità di reperire fondi, e gli assessori provinciali Michele Tripodi e Attilio Tucci si sono impegnati a cercare nuovi capitoli di spesa. Luigi Sorrenti, forte della propria esperienza in “Libertà e Giustizia”, ha evidenziato la necessità di «risvegliare la parte sana della Calabria, senza aspettare che la politica risolva da sola problemi ultradecennali: troppo spesso» ha detto «il livello della politica è molto più basso di quello della società civile». Di «corresponsabilità» ha parlato anche il responsabile di “Libera Locride”, Francesco Riggitano, che ha ricordato l’ottima e recente esperienza della marcia di Pietra Cappa, in cui è stato segnato il percorso per raggiungere il luogo dove sono stati trovati i resti di Lollò Cartisano. Ha chiuso Filippo Veltri, Caporedattore Ansa Calabria: «senza un impegno maggiore da parte di tutti perderanno Lucano, Candia e Ammendolia. E cioè perderemo tutti, tutta la Calabria, ed esperienze come questa saranno destinati a rimanere solo un ricordo».
La serata si è conclusa con la proiezione di tre cortometraggi: “Il colore del tempo”, realizzato dal regista Maurizio Marzolla e montato da Maria Tarzia, dell’Associazione Y Cassiopea Produzioni video di Reggio Calabria, il trailer del documentario “la guerra di Mario”, realizzato da Vincenzo Caricari, e il report delle giornate di lavoro sui murales realizzato dai ragazzi di Carmagnola. La reggae band “Invece” ha suonato alcuni brani, tra cui l’inedito dedicato a tutte le vittime della mafia.
Infine Alberto Gatto e Nino Racco hanno messo in scena il loro spettacolo “Grido Dentro”.