Processo Congiusta Sentiti i testi ma le versioni contrastano

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Congiusta, sentiti i testi

 

La difesa chiama Ferreri e Mazzà. Ma le versioni contrastano

Una udienza transitoria quella che si è celebrata ieri in Corte d’Assise a Locri – giudice Bruno Muscolo – sulla assurda morte di Gianluca Congiusta, giovane imprenditore sidernese giustiziato la notte del 24 maggio in una stradina semi periferica del grosso centro del reggino.

Udienza transitoria che però ha fatto emergere grosse incongruenze tra le deposizioni di due testi della difesa; un viaggio all’indietro nel tempo quello di ieri che, partendo dalla triste sera dell’agguato si protrae nelle settimane successive quando uno dei due testimoni, Antonio Ferreri, incaponitosi sul fatto che le indagini procedessero in modo incompleto, decide – da ex carabiniere –  di appostarsi di fronte all’ufficio del giudice di pace di Siderno.  Per studiare i movimenti delle auto in transito sulla scena del delitto e cercare di capirci qualcosa di più.

 

Appostamenti che proseguono fino a quando Ferreri si imbatte in Ilario Mazzà – all’epoca funzionario dell’ufficio – che lascia il lavoro a sera inoltrata, e decide di presentarsi al cancelliere presentandosi come carabiniere. Da qui una sorta di interrogatorio improvvisato nel quale, secondo Ferreri, Mazzà confessò di essere presente in ufficio al momento dell’agguato mortale e di avere sentito il colpo che mise fine alla vita di Gianluca.

 

Una storia questa che Mazzà però, fra molti non ricordo che finiscono per spazientire anche il giudice, smentisce categoricamente, limitandosi a confermare, nella sostanza, solo il fatto che i due si sarebbero incontrati e parlati per breve tempo al di fuori dell’edificio, ma che non poteva essre presente la sera dell’agguato in quanto aveva lasciato il lavoro non più tardi delle 20; diverse ore prima quindi dell’esecuzione.

 

Troppe incongruenze per la Corte, che ha deciso per un confronto tra i due da tenersi nella prossima udienza, nella speranza di fare luce su un particolare, probabilmente marginale della vicenda, che ha lasciato però del tutto indifferente il Pm De Bernardo che ha sollevato diversi dubbi sulla necessità di un confronto diretto tra i due.

Vincenzo Imperitura per Calabria Ora