Reggio come Palermo Caro estorsore buon 2009

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Reggio come Palermo: "Caro estorsore buon 2009"

 

Pubblicato da peppe caridi sul suo blog 10, Gennaio, 2009
di Peppe Caridi – Falcone, Borsellino, Grassi, Alfano: la Sicilia è ricca di uomini che la mafia l’hanno voluta combattere. E non sono morti invano, perchè continuano a vivere nella nostra memoria.

In Calabria, dove a stento ricordiamo il giudice Scopelliti, l’atmosfera è diversa, meno rabbiosa e rivoluzionaria. Ma stamattina a Reggio si respira un’aria nuova.

Si intitola “Caro estortore” e recita così:

“Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere … Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui”.

Così Libero Grassi (imprenditore Catanese ucciso dalla mafia) scriveva, il 10 gennaio 1991, sul “Giornale di Sicilia”.

In questo modo oggi centinaia di manifesti di cui stanotte è stata tappezzata la città di Reggio vogliono esprimere in modo forte e deciso l’urlo di questa città contro la mafia.

“Oggi in Sicilia centinaia di estortori sono in galera grazie alle denunce dei cittadini”: grazie a un’operazione di partenariato tra camere di commercio, istituzioni locali e soprattutto grazie al coraggio dell’imprenditoria, in Sicilia la lotta alla mafia, quella culturale (e non quella giuridica e criminale, che invece compete allo Stato), è una realtà soprattutto in un grande centro come Palermo che è in grande fermento.

E allora “Reggio come Palermo” è l’auspicio per un 2009 che sia l’anno della svolta culturale contro ogni tipo di mafia e contro l’omertà, la paura e il silenzio.Non sarà un manifesto a far cambiare le cose.
Ma esprime una città sveglia, zeppa d’orgoglio e dignità, e, soprattutto, con tanta voglia di cambiare ancora.