Ndrangheta, narcotrafficante latitante da dieci anni arrestato a Roma

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'Ndrangheta, narcotrafficante
latitante da 10 anni arrestato a Roma

REGGIO CALABRIA (11 gennaio) – Candeloro Parrello, latitante da 10 anni, ricercato per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti, è stato arrestato nella capitale dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria e di Roma.

Si tratta dei 100 latitanti più pericolosi ed era stato proposto per l'inserimento nell'elenco dei 30. E' considerato dagli investigatori il referente della 'ndrangheta per i cartelli colombiani dei produttori di droga.

La cattura. Esponente di spicco del «locale» di Palmi, è stato bloccato nel quartiere Montesacro dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria e di Roma. Ai carabinieri che lo hanno fermato non ha opposto resistenza e ha detto: «Sono Parrello, non sparate». Gli investigatori sono arrivati all'uomo seguendo due suoi fiancheggiatori. Quando oggi i due hanno incontrato Parrello sono entrati in azione.

I provvedimenti restrittivi. Candeloro Parrello, di 53 anni, era ricercato per alcuni provvedimenti restrittivi tre dei quali emessi da autorità giudiziarie calabresi. In particolare i provvedimenti furono emessi dal gip di Palmi (1993) per associazione mafiosa finalizzata alla commissione di truffe; dalla Dda di Reggio Calabria (1994) per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e dal Gip del tribunale di Reggio Calabria (1994) per associazione mafiosa. Altri provvedimenti, secondo quanto si è appreso, sono stati emessi negli ultimi anni dall'autorità giudiziaria di Roma e Milano.

Aveva a Roma ville e auto di lusso. Parrello faceva parte di un'organizzazione criminale che operava a Roma alla quale la questura della Capitale aveva sequestrato nel dicembre scorso beni mobili e immobili per un valore di oltre 30 milioni di euro. Tra i beni c'erano ville hollywoodiane, veri e propri bunker immersi nel verde in alcuni quartieri residenziali di Roma. E ancora: auto da sogno, Ferrari, Porche, barche a vela e investimenti che andavano dalla ristorazione ad un centro diagnostico. Parrello aveva a Roma diverse attività imprenditoriali che comprendevano anche negozi di materiale hi-tech e centri estetici.

Candeloro Parrello è figlio di Gaetano Parrello, considerato il capo del clan, soprannominato «lupo di notte», assassinato a Palmi, in un agguato, nel settembre del 1986, davanti al suo albergo. L'omicidio del vecchio capomafia fu messo in relazione all'aggressione subita dal figlio che rimase sfregiato. L'uccisione di Gaetano Parrello scatenò una faida tra la cosca del boss assassinato e la famiglia Piccolo.