SIDERNO BLIZ NELLE CASE DEGLI SCISSIONISTI

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Siderno, blitz nelle case

degli “scissionisti”

Decine di perquisizioni dopo i fermi dei Zimbalatti e Filippone

 Una decina di perquisizioni sono state eseguite lo scorso fine settimana nella  Locride.Su disposizione del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Antonio De Bernardo, carabinieri e polizia hanno fatto irruzione in alcune abitazioni di Siderno.

 

Si tratta, in sostanza, di un’operazione congiunta che rientra nell’inchiesta “Terra di Nessuno” per la quale erano stati arrestati i fratelli Pierluigi e Scott Zimbalatti e i fratelli Francesco e Bruno Filippone.Tutti e quattro sono ritenuti, dagli inquirenti, vicini al gruppo degli scissionisti, guidato dai fratelli Salvatore e Agostino Salerno, uccisi nell’ambito della cruenta faida con la storica cosca dei Commisso.Al momento dell’arresto gli Zimbalatti e i Filippine sono stati trovati in possesso di un arsenale.L’ipotesi formulata dagli investigatori è che gli indagati  fossero il gruppo di fuoco degli scissionisti.Un’ipotesi che, stando alle fonti di prova, vede i quattro arrestati rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso,detenzione illegale di armi e tentato omicidio di Francesco Gullace e Corrado Petrillo.Dagli uffici della Procura distrettuale non trapela nulla, ma sembra che le perquisizioni dei carabinieri e della polizia riguardino  proprio quest’ultimo capo di imputazione.Bocche cucite da parte degli inquirenti su cosa è stato rinvenuto all’interno delle abitazioni perquisite.L’unico dato certo è che la Dda vuole fare piena luce sul reale motivo per cui il 23 agosto 2006 gli Zimbalatti e i Filippone avrebbero sparato otto colpi di pistola calibro 9×21 contro ’auto in cui viaggiavano etrillo e Gullace il quale imase ferito da un proiettile he gli ha perforato un polmone.Partendo dalle dichiarazioni di Gullace, i magistrati sono riusciti a risalire a una truffa messa in piedi dalla vittima e da Pierluigi Zimbalatti che, nel 2005, gli aveva proposto di consegnargli il ibretto degli assegni collegato a un conto corrente acceso presso l’ufficio postale di Siderno.In cambio, Zimbalatti gli avrebbe dato «alcuni oggetti di valore. – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare – In quel periodo Francesco Gullace, trovandosi in gravi disagi economici accettava l’offerta e consegnava il blocchetto degli assegni a Zimbalatti.Successivamente però, accorgendosi che il materiale ricevuto in cambio del blocchetto degli assegni era mal funzionante senza darne notizia allo Zimbalatti, si recava presso la stazione dei carabinieri di Siderno dove sporgeva denuncia di smarrimento».Stando sempre alle dichiarazioni rese da Gullace agli inquirenti, non era la prima volta che “prestava” il suo libretto di assegni.Poco tempo prima, infatti, avrebbe consegnato il carnet a un suo amico (M.L. le sue iniziali) che grazie all’interessamento del vicedirettore dell’ufficio postale (A.O.) avrebbe fatto confluire alcune somme di denaro sul conto corrente di Gullace. Quanto sequestrato lo scorso fine settimana, adesso è al vaglio della Direzione distrettuale antimafia e nei prossimi potrebbero emergere elementi nuovi sull’inchiesta “Terra di nessuno”.  

LUCIO MUSOLINO

l.musolino@calabriaora.it