Operazione ONORATA SANITA tra gli arresti il consigliere ONOREVOLE CREA

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'Ndrangheta: sanita', 18 arresti, tra i quali consigliere

 Onorevole DOMENICO Crea

2008-01-28 08:01

drangheta: sanita', 18 arresti, tra i quali consigliere Crea

Sequestrata dai carabinieri una clinica privata

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 28 GEN – C'e' anche il consigliere regionale Domenico Crea tra le 18 persone arrestate dai carabinieri a Reggio Calabria.

Nell'ambito dell'operazione 'Onorata Sanita', sono stati arrestati, oltre a Crea (eletto nel 2005 nelle liste della Margherita), esponenti della cosca Morabito di Africo ed anche persone gia' coinvolte nell'inchiesta sull'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Sequestrata dai carabinieri una clinica privata.

2008-01-28 09:09

'Ndrangheta: arresti, coinvolti gli accusati omicidio Fortugno

Tra gli arrestati, dirigente regionale e dg azienda Catanzaro

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 28 GEN – Ci sono anche Alessandro e Giuseppe Marciano', presunti responsabili dell'omicidio Fortugno, fra gli arrestati in Calabria.Alessandro Marciano' e' accusato di aver ordinato l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria per consentire a Domenico Crea, anch'egli arrestato, di subentrare allo stesso Fortugno. Fra i 18 arresti, anche il dirigente regionale Peppino Biamonte, il dg dell'Azienda sanitaria provinciale, Piero Morabito e il medico Giuseppe Panzera.

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"Onorata Sanità": tutti i nomi degli arrestati

Le persone finite in carcere nell'operazione di Reggio Calabria sono

 L'Onorevole Domenico Crea, nato a Melito Porto Salvo, di 57 anni, medico, consigliere regionale;

Antonio Crea, nato a Melito, (30), medico, figlio del consigliere regionale, direttore sanitario della clinica di residenza sanitaria assistita (rsa), convenzionata con il sistema sanitario nazionale "Villa Anya" di Melito

;Antonino Iacopino, nato a Reggio Calabria, (68), capostruttura della segreteria politica del consigliere Crea, già direttore sanitario della clinica;

Leonardo Gangemi, nato a Melito,(61), direttore amministrativo dell'ospedale civile "T.Evoli" di Melito;

Paolo Attinà, nato a Melito, (45), operaio forestale, pregiudicato;

Giuseppe Pansera, nato a Melito, (51), medico, genero del capo cosca Giuseppe Morabito, detto il "Tiradritto" (attualmente detenuto nella Casa Circondariale di Novara per reati associativi di tipo mafioso);

Antonino Saverio Foti, nato a Melito, (32), dipendente della Regione Calabria, autista di Domenico Crea;

Alessandro Marcianò, nato a Locri (57), impiegato nell'ospedale di Locri (detenuto nella Casa circondariale di Cuneo perché imputato del processo Fortugno quale mandante dell'omicidio);

Giuseppe Marcianò,(29), commerciante, figlio di Alessandro, (detenuto nella Casa circondariale dell'Aquila perché anch'egli imputato nel processo Fortugno quale coautore nell'omicidio).

 Agli arresti domiciliari sono finiti

Peppino Biamonte, nato a S. Pietro Apostolo (Catanzaro), (60), dirigente vicario del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche sociali della Regione Calabria;

Pietro Morabito, nato a Grisolia (Cosenza), (64), già Direttore generale della Asl 11 di Reggio Calabria, direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro;

Laura Autelitano, nata a Melito, (30), medico, moglie di Antonio Crea, direttore amministrativo rsa "Villa Anua";

Francesco Cassano, nato a Reggio Calabria, (60), dirigente medico dell'ospedale di Melito, già direttore del distretto sanitario n.4 di Melito;

Salvatore Asaro, nato a Melito, (58), medico, direttore del Pronto soccorso dell'ospedale di Melito,già geriatra all'Unità di valutazione geriatria dell'As 11 di Reggio Calabria;

Domenico Pangallo, nato a Condofuri, (58), dirigente Asl Melito e responsabile dell'Unità operativa ospedalità pubblica/privata accreditata, gia direttore di Dipartimento territoriale dell'Asl di Reggio Calabria;

Santo Emilio Caridi, nato a Reggio Calabria, (54), medico responsabile del Poliambulatorio di Gallico, già direttore sanitario Asl 11 di Reggio Calabria; Roberto Mittiga, nato a Montreal (Canada), (50), collaboratore professionale, componente della commissione verifica dei requisiti minimi della Asl 11 di Reggio Calabria

Domenico Latella, nato a Reggio Calabria, (71), già direttore amministrativo Asl 11 di Reggio Calabria ora in quiescenza.

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 LA GIUNTA CALABRESE AZZERA IL DIPARTIMENTO SANITA'Sostituzione immediata di tutte le figure apicali dell'assessorato alla Salute, costituzione di parte civile nel processo, inchiesta interna per verificare gli atti e procedere alla revoca dell'accreditamento della clinica Villa Anya e, ovviamente, sospensione dei dirigenti colpiti da misure cautelari. Sono i primi provvedimenti decisi dalla Giunta regionale della Calabria, riunita in via d'urgenza dal presidente Agazio Loiero, per assumere decisioni in seguito all'operazione "Onorata Sanita'", che ha disvelato collusioni e incrostazioni che si trascinano da molti anni tra la politica, la pubblica amministrazione e la criminalita' organizzata.
  Contemporaneamente – si legge in un comunicato stampa – la Giunta ha deciso di dare istruzioni al commissario dell'Asp di Reggio Calabria e ai direttori delle altre aziende sanitarie e ospedaliere perche' agiscano, con celerita', adottando gli stessi criteri e ha chiesto, infine, al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova di voler inserire la questione sanita' come primo punto all'ordine del giorno della seduta del prossimo primo febbraio. La giunta, infine, ha nominato il dottor Antonio Izzo, direttore generale a interim del Dipartimento Tutela della Salute. Per quanto riguarda i sette dirigenti dell'assessorato alla Salute coinvolti nell'inchiesta, la giunta provvedera' subito alla loro sostituzione con altri dirigenti dell'amministrazione regionale. La giunta non ha espresso alcun giudizio sull'operato dei singoli dirigenti che saranno assegnati ad altri dipartimenti, spiegando che la rotazione si e' resa necessaria anche a loro tutela, alla luce di quanto emerge dall'inchiesta della Dda di Reggio Calabria e di altre procure.
  Di fronte all'estrema gravita' della situazione determinatasi – conclude la nota stampa – la giunta ha ritenuto di dover affrontare in maniera radicale la questione, in proseguimento dell'azione di bonifica e di lotta alla 'ndrangheta portata avanti con maggiore determinazione dopo l'assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, delitto, dicono le indagini, fortemente legato alla vicenda oggi oggetto delle misure cautelari disposte dalla magistratura reggina. (AGI) – Catanzaro, 28 gen. –