Caso-Cordì: question time alla Camera

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Caso-Cordì: question time alla Camera

mercoledì 07 novembre 2007

Sono 70 fino ad oggi i detenuti morti in carcere per cause naturali nel 2007; l' anno scorso furono in tutto 84


Sono 70 fino ad oggi i detenuti morti in carcere per cause naturali nel 2007; l' anno scorso furono in tutto 84. Non sono disponibili dati, invece, sui detenuti usciti dal carcere in sospensione pena per malattia e poi morti in ospedale o a casa perche' si tratta di fatti avvenuti al di fuori del contesto carcerario. Lo ha detto il ministro per l' attuazione del programma, Giulio Santagata, rispondendo al question time alla Camera al deputato della Rosa nel Pugno, Sergio D'Elia, a proposito del caso di Antonio Cardi', esponente della 'ndrangheta sottoposto al 41 bis e malato da tempo di cancro, morto l' 8 agosto, un giorno dopo essere stato scarcerato. Santagata, riferendo quanto comunicato dal Dipartimento dell' Amministrazione Penitenziaria, ha affermato che ''la sequenza dei fatti non dimostra alcuna violazione dei diritti del Cordi' e non suggerisce altri accertamenti sulla condotta della magistratura di sorveglianza''. Il regime detentivo speciale per Cordi', ha spiegato il ministro, ''e' stato confermato pur in presenza della patologia sanitaria, poiche' ritenuto necessario dalla Dda di Reggio Calabria per lo spessore criminale del soggetto e del suo ruolo di vertice, non affievolito dalla malattia, in una organizzazione di carattere mafioso''. Cordi' era stato scarcerato il 30 aprile scorso perche' trascorresse sei mesi di detenzione domiciliare nel reparto di oncologia dell' ospedale Cardarelli di Napoli. L' 11 giugno il magistrato aveva negato la detenzione domiciliare a Locri ritenendo che le condizioni del detenuto richiedessero cure ospedaliere. ''Il 7 agosto – ha spiegato Santagata – il magistrato di sorveglianza di Napoli, sulla base della relazione sanitaria ricevuta il 6 agosto, sospendeva provvisoriamente l' esecuzione della pena alla luce del peggioramento delle condizioni di salute del condannato''. (ANSA).