Lettera aperta a padre Giancarlo Maria Brigantini

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                               Lettera aperta a padre Giancarlo Maria Bregantini                                            vescovo della diocesi Locri-Gerace

 

 

 

 

Carissimo padre Giancarlo,e’ cosi’ che lei ama essere chiamato ed e’ cosi’ che noi amiamo chiamarla:Padre. Padre di tutti noi che abbiamo avuto e tanto abbiamo ancora bisogno di conforto.
Ci auguriamo che la notizia, appena appresa, di un suo probabile trasferimento sia priva di fondamento perche’se vera, oltre alla perdita dei nostri famigliari subiremmo un’ulteriore tristissima privazione.
Padre Giancarlo non ci lasci!
Almeno non ancora!
Ci interroghiamo su quale terra ha piu’ bisogno di uomini come Lei se non la locride.
I famigliari delle vittime della ‘ndrangheta,i giovani delle sue coperative,le madri,la diocesi stessa, tutti gli onesti che ancora sperano, rimarrebbero smarriti e senza guida.
Chi ha scelto di privarci ancora una volta di un bene prezioso come la speranza?
Quella speranza che Lei con il suo discreto e quotidiano sostegno ha donato alla nostra famiglia ed a quanti come noi sono stati colpiti al cuore.
Lei, padre Giancarlo, attraverso i suoi incontri di fede, le testimonianze quotidiane, la condivisione del dolore e delle tragiche esperienze famigliari, e’ riuscito a farci convivere con la nostra nuova condizione, una condizione non piu’ di vita ma di sopravvivenza.
Un figlio che perde un padre è chiamato orfano.
Un marito che perde la moglie è chiamato vedovo.
Come si chiamano i genitori che perdono i loro figli?
Non si chiamano in nessun modo, ma Lei e’riuscito a chiamarci lo stesso.
In questi ultimi mesi siamo stati privati di tanti altri grandi uomini che operavano per il bene di questa martoriata terra celando i loro trasferimenti dietro encomi e promozioni ci chiediamo perché veniamo derubati sempre dei “migliori”.
A chi fanno paura?
Non sappiamo se e’ una sua scelta lasciarci e ci verrebbe difficile crederlo, dovremmo quindi pensare che la nostra” Chiesa”ha bisogno di Lei altrove.
Ci dispiace per gli altri, ma noi ne abbiamo piu’ bisogno.
Non ci sentiamo di chiederle la disobbedienza perché la nostra da Lei risvegliata coscienza civile, cristiana e morale non lo permetterebbe pero’, le chiediamo di illuminarci ancora una volta indicandoci la via da seguire affinche’ possa tenerci ancora per mano.
Padre Giancarlo non ci lasci!  
Siderno 05 novembre 2007                     il papa’,la mamma e le sorelle di Gianluca Congiusta.