Ingegnere ucciso a Cosenza

Print Friendly
  Ingegnere ucciso a Cosenza
colpito alla testa e travolto con l'auto

La vittima, 33 anni di Crotone, stava frequentando un corso all'università
Lo hanno violentemente percosso poi gli sono passati sopra con la sua Peugeot

DIPIGNANO (Cosenza) – Un uomo è stato ucciso la notte scorsa in una strada isolata a Dipignano, a pochi chilometri da Cosenza. La vittima, incensurata, è stata prima percossa e poi colpita ripetutamente al volto con lo sportello dell'auto, una Peugeot. L'assassino, quindi, è passato sopra al corpo con la vettura. Per poter recuperare il cadavere, infatti, gli investigatori hanno dovuto prima rimuovere l'auto.

Antonio Saracino, 33 anni, di Crotone, laureato in ingegneria all'università della Calabria, in questo periodo stava frequentando un corso nello stesso ateneo di Cosenza per diventare insegnante.

La Peugeot della vittima è stata individuata dai carabinieri, dopo la segnalazione di un passante, in curva, ai margini della strada che collega Cosenza a Laurignano, nel comune di Dipignano a una decina di chilometri dal capoluogo di Provincia. Sull'asfalto c'erano alcuni oggetti personali di Saracino che confermerebbero che l'uomo ha avuto una colluttazione prima di essere ucciso.

Sul corpo è stata trovata una ferita evidente alla testa, forse provocata da un sasso. Macchie di sangue sono state riscontrate su una portiera dell'auto. In ogni caso, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Cosenza che conduce le indagini, Saracino, dopo essere stato colpito è stato investito a marcia indietro con la sua stessa auto. Sarà l'autopsia, in programma lunedì prossimo nell'ospedale di Cosenza, a stabilire se a uccidere l'uomo sia stato il colpo alla testa o l'investimento.

Al momento gli investigatori non hanno ancora elementi per stabilire chi abbia ucciso Saracino e perché. Quello che gli inquirenti ritengono probabile è che dopo il delitto l'assassino si sia allontanato a piedi. Sul luogo, infatti, non sarebbero state trovate tracce evidenti lasciate da altre auto. Ciò induce gli investigatori a ritenere che l'assassino sia giunto sul posto nell'auto di Saracino e che per un qualche motivo, forse passionale o per un raptus, lo abbia aggredito.

La vittima, che non era sposata e non risulta avesse legami, conosceva la zona di Cosenza e aveva numerosi amici che i carabinieri hanno cominciato a sentire. Anche i familiari e gli amici più stretti vengono sentiti, a Crotone, per cercare di delineare la personalità dell'uomo, descritto come una persona tranquilla.
27 ottobre 2007)