SOLIDARIETA? DA VERSAILLES

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SOLIDARIETA’ DA VERSAILLES

 

Gentilissimo Sig. Congiusta,

Lei non mi conosce o forse chissà, mi conosce di vista, in quanto sono originaria di Siderno Marina e faccio parte dell'enorme moltitudine di coloro (tanti, troppi…) i quali hanno spiccato il volo sin dalla loro giovinezza in cerca di "lidi" migliori dove approdare e cercare una propria identità civile e professionale.

Sono la figlia minore di ***************************, che lei
conoscerà sicuramente in quanto per anni commercianti a Siderno e attualmente residenti quasi a tempo pieno a Roma da più di 10 anni (dopo la chiusura della loro attività commerciali).
Vivo in Francia da 6 anni, a Versailles: mio marito Pascal é francese ed abbiamo un bambino di 3 anni e mezzo, Lucas.

Vengo in Calabria in estate ogni 2/3 anni e ogni volta che rivedo il mare di Siderno il tuffo nel passato é inevitabile perché ho vissuto sullo Ionio per 18 anni, prima di andare a vivere a Roma dove ho completato i miei studi universitari in lingue e letterature straniere (oggi sono interprete/traduttrice ed assistente di direzione nel dipartimento legale di un ramo dell'Istituto Pasteur di Parigi).

Ho saputo qui all'estero di Gianluca, ho seguito, sebbene a distanza, tramite i media e le varie conoscenze comuni la tragedia che avete vissuto, che ha colpito e stravolto tutta la Ionica.
Tuttavia, non ho mai avuto l'occasione di cercare sul web il vostro sito pur sapendo che Lei era attivamente impegnato con tutte le sue forze a lottare contro la mafia e l'ingiustizia che incatena la nostra regione da sempre.
Solo oggi, quasi per caso, sono giunta sul sito di Gianluca e mi sono pouta a lungo soffermare nella lettura dei vari articoli e nella visione delle foto.
La lettera/racconto di Roberta, sua figlia, mi ha particolarmente colpita e commossa e spinta a scriverle oggi, sebbene 2 anni siano già trascorsi da quella tragica notte.

Le scrivo da cosi' lontano per dirle, che, anche se spicchiamo il volo, noi giovani calabresi impiantati ovunque nel mondo per nutrire dei nostri talenti e speranze le altre regioni d'Italia o le altre nazioni del mondo, ci portiamo comunque dentro nell'anima un battito cardiaco regolare che ci lega per sempre al sud del Sud e non ci permette di perdere la nostra identità profonda.
La Calabria ci rimane dentro nonostante tutto.
E tutto cio' che la concerne lo portiamo dentro come un pesante fardello euna preziosa eredità al contempo.
Al di là delle frontiere, al di là delle culture e mentalità diverse che abbiamo deciso di abbracciare.

Non conoscevo bene Gianluca perché sono un po' più grande di lui e soprattutto perché abbiamo frequentato scuole ed amicizie diverse (ho quasi 38 anni) ma ricordo cosi' bene che, nelle mie rare visite a Siderno, quel ragazzo dal viso aperto, che spesso vedevo sulle strade della nostra cittadina solo o in compagnia dei suoi amici, sempre e comunque attivo e in movimento, mi salutava, seppure conoscendomi poco, anche a 100 metri di distanza, con ampi gesti e grandi sorrisi, quasi fossimo stati ex-compagni di scuola…
E' vero: non ricordo una sola volta in cui Gianluca non abbia avuto quel saluto caloroso e sincero nei miei confronti, mai una volta che abbia lasciato che ci incrociassimo senza gridarmi un grande "Ciao Mariarosaria!!".
E di fatto, quel saluto gioviale fa parte, tra gli altri, dei ricordi che serbo della Siderno che mi ha vista nascere e crescere, andare e venire, maturare e fare scelte di vita.
Quel saluto aperto mi prova che, nonostante una mentalità spesso (troppo spesso) chiusa e diffidente, tra i giovani della ionica, ci puo' essere qualcuno che ha "una marcia in più", che anche con un semplice gesto, riesce a farti sentire a casa tua, anche se oramai la tua casa non é più li' da anni perché l'hai lasciata in cerca di nuovi orizzonti.

La sua lotta, il suo coraggio, Sig. Congiusta,  mi incoraggiano a
scriverle per farle sentire la vicinanza di noi "ex-giovani" calabresi d'oltr'Alpe.
Mi farebbe piacere che dicesse a Roberta, di cui serbo un vago ricordo di quando era una ragazzina, che la sua lettera toccante mi ha profondamente colpita e scossa.
E anche se, per cosi' dire, non conosco la sua famiglia vorrei che la mia commozione e la mia preghiera potessero essere trasmesse in qualche modo anche a sua moglie e ad Alessandra… Non ci sono altre parole che posso scriverle, aggiungere.
Il sentimento di profonda solidarietà che, con la mia anima profondamente calabrese, cerco oggi di comunicarle é davvero poca cosa paragonato al dolore che Lei e la sua famiglia avete vissuto in questi ultimi 2 anni.

Ma forse nello scriverle, oltre che per manifestarle la mia solidarietà, riesco anche a rinnovare la mia identità e appartenenza a quell'angolo pieno di sole e cosi' contraddittorio che occupa un posto importante nel mio cuore: quel lembo a sud della costa Mediterranea che, pur cullandomi dolcemente da piccola, mi ha quasi irreversibilmente catapultata lontana una volta divenuta "grande"…

Grazie per la sua lotta, grazie per la suo coraggio!

Mariarosaria ********- e famiglia
Versailles, Francia

Per motivi di riservatezza si sono asteriscati i Cognomi.

A Mariarosaria uno,cento,mille GRAZIE ed un bacione a Lucas.