IL DELITTO DI SIDERNO di Alessandra Tuzza

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IL DELITTO DI SIDERNO

di Alessandra Tuzza

 

È ora di dire basta!

Muoviamoci insieme…

Sono ancora nel cuore di tutti le urla di dolore che hanno raggelato Siderno appena tre

giorni or sono. Urla e lacrime amare di gente onesta abituata a lavorare per lo sviluppo della propria terra, offesa e depredata dell’amore più grande, quello verso il giovan figlio.

 

 

Sì, il caro Luca non è più tra noi, ormai lo abbiamo appreso tutti e con tristezza siamo costretti a ricordare l’amico di tanti anni felici e l’imprenditore giovane e pieno di speranze reciso proprio nell’attimo di maggiore fulgore. Una tristezza che si trasforma in rabbia, che a stento viene repressa di fronte alla ferocia di un’esecuzione ingiustificata.Un’esecuzione in puro stile criminale, eseguita con vigliaccheria estrema. Ma, ora vogliamo superare il dolore andare oltre il fatto di cronaca, che narrato dalle pagine dei giornali rischierebbe di divenire uno dei tanti atti criminali,che tingono di rosso i palinsesti dei quotidiani. Vogliamo parlare di questa terra tremenda e crudele, che tanto si ama e tanto respinge i propri figli. In poche decine vi tornano dopo gli studi superiori ed in migliaia continuano a partirne spaventati per un futuro che appare sempre più grigio. Un non futuro che si offre ai giovani e contro il quale i pochi Luca coraggiosi e determinati continuano a combattere. Parliamo di quegli imprenditori e di quei professionisti, che credono nello spirito autonomo di impresa, vera anima indispensabile per far rinascere anche questo territorio. Costoro insistono a restare in zona tra mille difficoltà e pericoli, pur scontrandosi giorno dopo giorno con amministrazioni spesso lontane ed altrettanto spesso sorde al richiamo del mercato e delle idee nuove. Tutto qui si perde nella burocrazia infinita, nei blocchi “amicali”, insuperabili,ed ora come sempre dietro sigle politichequasi mai foriere di nuovi orizzonti di sviluppo.Nonostante tutto alcuni resistono.In tanti fuggono. Molti non credono più in nulla e la maggior parte decide a malincuore di recidere completamente il legame con il luogo amato.Non siamo più disposti a stare a guardare ed a piangere sulle tombe di tanti Luca, dei Massimiliano e dei mille altri ragazzi strappati alla vita.Gridiamo che non è possibile. Non è civile!Muoviamoci perché l’immobilismo che sembrava superato nella ricca Siderno, che ora appare sempre più parte di una Locride povera e disillusa, divenga un ricordo. In tanti dobbiamo alzarci, superando l’attendismo di chi afferma: tanto è sempre stato così.Non è accettabile, oggi che la legalità è diventata spunto preferenziale di mille progetti formativi e di comitati pubblici e privati,restare a guardare. L’appello amaro ma deciso a non accettare la logica della criminalità,della mafia, della violenza è lanciato in particolare ai giovani. Loro è il futuro e loro deve essere il diritto a vivere in questa terra, senza fuggire senza richiudersi dentro gli insuperabili silenzi della paura. Oltre la cronaca esiste l’indagine e ancora dopo esiste il diritto sacrosanto di ricominciare a vivere come un popolo davvero civile. Un popolo con normei nvalicabili e certe. Con il diritto di parola e di denunzia. Padrone del principale diritto di stampa e soprattutto dell’inviolabile diritto alla vita. Sicuri che saranno in centinaia i giovani pronti a dare uno scossone definitivo contro la criminalità e contro l’omertà ci poniamo dalla parte di quanti vorranno restare per combattere insieme al fianco gli uni degli altri, creando una rete che non lasci

posto al sopruso ed all’atto violento.

Con questa speranza vogliamo dire Ciao Luca! Perché il tuo ricordo vada oltre la morte e resti l’esempio di una riscossa sociale contro la rassegnazione e l’immobilismo.

tratto da la Riviera del 29 maggio 2005