Locride e antimafia

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Locride e antimafia
Libera parla agli studenti di legalità e cambiamento

  «Aspettando il 21 marzo», si commenta così la conferenza, tenutasi il 9 marzo presso la sede della Federazione Internazionale “Mediterraneo & Ambiente” organizzata da questa, unitamente al Coordinamento Locride della Federazione “Libera”. L’evento rientra nell’insieme di iniziative organizzate in vista della Giornata Nazionale di Libera, che verrà celebrata a Polistena il 21 marzo, con la presenza di Don Luigi Ciotti, fondatore del Movimento.

La conferenza di Marina di Gioiosa «Sulla Legalità con le Associazioni del Terzo Settore» si è svolta alle ore 18 ed è stata preceduta, in mattinata, da incontri con gli studenti, mentre nel pomeriggio ha avuto luogo il pregevole spettacolo del gruppo di Locri “La Gurfata”. Ha aperto i lavori l’augurio di Mario Congiusta,  Presidente della Fondazione “Gianluca Congiusta”, di porre finalmente termine alla lista delle vittime della mafia.  Il primo intervento è stato quello di Stefania Grasso, rappresentante di “Libera Memoria”, nata per ricordare «non in maniera anonima, tutte le vittime delle mafie»; la data del 21 marzo, continua, è stata designata per commemorare le vittime delle mafie perché segna l’inizio della primavera e simboleggia rinascita, risveglio delle coscienze.

La Grasso invita tutti i calabresi alla manifestazione di Polistena, «non sarà una parata, ma una testimonianza».

Il secondo relatore Luciano Squillaci, Presidente del Centro Servizi al Volontariato di Reggio Calabria dal suo canto, si sofferma sugli obiettivi della «condivisione» e del «cambiamento». La condivisione è fondamentale nel lavoro tra Associazioni del Terzo Settore e cittadini; il cambiamento deve avvenire nella gente poiché «l’antimafia si costruisce prima nei cuori, poi nei cervelli».

Il giornalista Giorgio Lunelli, terzo relatore proveniente dal Trentino Alto Adige, parla della grande solidarietà tra il Trentino e la Val di Non verso la Calabria, perché il problema della mafia non riguarda solo il Meridione. «Nella lotta alle mafie nessuno può sentirsi esonerato!», dichiara il giornalista che conclude tornando sul problema del cambiamento, principalmente in politica: «non si deve lasciare un campo arido nelle politiche sociali».

Il Presidente di “Mediterraneo e Ambiente” Giuseppe Bruzzese, moderatore della conferenza, invita a intervenire il portavoce del Forum Terzo Settore, Francesco Mollace e Carmela Santo, Presidente della Cooperativa “Mistria”, facete parte del coordinamento di Libera.

 Mollace definisce le Associazioni presidi di ricerca e promozione culturale, mentre la Santo evidenzia la disorganizzazione del volontariato nella nostra regione, dove la mafia, invece, è ben organizzata.

Descrive una realtà di «indifferenza in cui dormono le coscienze», di investimenti e imprese possibili solo per la mafia, di forte ritardo sui progetti regionali. In chiusura Francesco Riggitano, Presidente dell’Associazione “Don Milani”, parla di zone chiare e zone scure nell’organizzazione politico-amministrativa del territorio.

Immediata la replica del Presidente del Consiglio Comunale Rocco Agrippo, presente in sala: riconosce, sì, che sono state fatte poche spese per il sociale e  si devono recuperare molti errori del passato, ma la politica è specchio della società e deve cambiare insieme ad essa. Riggitano, però, spiega di non aver accusato tutti i politici di corruzione, benché siano uno dei problemi della Calabria e conclude richiamando i presenti al rispetto delle regole a partire dalle piccole cose: «non conta quanto siamo credenti, ma quanto ognuno di noi è credibile».

Lucia Licciardello

da Calabria Ora di lunedì 12 Marzo 2007