Gratteri: “arginare la mafie in quattro anni”

Print Friendly
Pene severe ed esemplari 
Il Magistrato Nicola Gratteri 
’’E’ possibile arginare in quattro anni le mafie. Con pene più severe, venti anni di carcere e non cinque. I boss devono lavorare in campi di lavoro o in colonie agricole. Ma in Italia sta accadendo il contrario’’.

. E’ quanto ha sostenuto il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ospite del Caffè Filosofico organizzato a Rossano dall’Associazione europea Otto Torri sullo Jonio. ’’Siamo in presenza di un sistema giudiziario e processuale – ha aggiunto Gratteri – che non corrisponde alla realtà criminale esistente in Italia. I comitati per la sicurezza sono importanti, ma fino ad un certo punto. Studio, formazione, cultura sono, a lungo termine, le uniche armi di difesa contro la ’ndrangheta. Ma nelle scuole ci si parla addosso’’. ’’In alcune occasioni – ha sostenuto il magistrato – quando nelle manifestazioni hanno partecipato politici che in passato hanno avuto incarichi di governo e non hanno fatto nulla o molto poco per creare un’inversione di tendenza nell’arginare le mafie, i giovani avrebbero dovuto urlare a questi politici a quale titolo stavano manifestando e marciando con loro contro la mafia. Il politico, l’amministratore deve operare non deve indignarsi. Il massimo potere contro la mafia e’ quello legislativo. E la stampa e’ accomodante. Non dice la verita’. Ma resto ottimista’’. (Ansa)