“Stanotte Gianluca è morto. Gianluca è stato ucciso”.

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Ieri, mia figlia Roberta ha ricevuto questo bellissimo messaggio. Il messaggio di una persona che lo ha amato. Come dice giustamente Roberta, la memoria è ossigeno per noi. Mi piace aggiugere, che questo è un “Ossigeno Speciale”

gianluca beve

24 maggio 2017.
Dopo 12 anni sento che è arrivato il mio momento di rompere il silenzio.


Sono stata sempre all’ombra di tutta la vicenda, del clamore e del dolore che ne è conseguito, ma non l’ho fatto per noncuranza, superficialità o perchè fosse più semplice o, ancora, per dimenticare più in fretta, ma solo per il timore di essere tacciata di mania di protagonismo.
Ma oggi basta: non mi importa più di niente e di nessuno!
Oggi voglio manifestare anche io il mio dolore, ho bisogno anche io di urlare che un balordo mi ha strappato un pezzo di vita, ho diritto anche io di esternare le mie straziate e strazianti emozioni.
Erano le ore 13:30 del 25 maggio 2005.
Ero in un bar di Bologna – dove da qualche giorno avevo iniziato a lavorare in Banca – a consumare in fretta il mio pranzo.
Avevo i miei colleghi intorno, allora degli sconosciuti come le tante persone che affollavano il locale.
Il mio cellulare squilla.
Dall’altra parte del filo un caro amico che con fare stravolto mi dice: “Hai saputo?”
Sorpresa chiedo: “Cosa?”
“Stanotte Gianluca è morto. Gianluca è stato ucciso”.
Solo al ricordo le mie gambe cedono di nuovo, non sento più il chiacchierio concitato delle persone a me intorno, i miei occhi vedono il buio…in quell’istante, per un istante sono morta anche io, anche io sono stata uccisa.
In quell’istante un pezzo della mia anima è volata via ed è venuta a fare compagnia a te, Gianluca, uomo che prima la vita e poi la morte ha provato a togliermi.
Era una tiepida mattina dei primi giorni di settembre di 27 anni fa’… te lo ricordi?
Di fronte a quella porta sgangherata di alluminio dell’Istituto Tecnico per il Turismo c’eri tu.
Tu con un capellino in testa, pantaloni alla pescatora, una T-shirt e un paio di all star ai piedi.
Fu nello stesso istante in cui incontrai i tuoi occhi che il tuo sguardo si perse nel mio, si impresse sulla mia pelle ed arrivò al mio cuore.
Ti ho amato tanto, Gianluca mio… ci siamo amati tanto e ti amerò sempre, ci ameremo per sempre.
La tua malattia provò a dividerci, ma non ci riuscì … ma sappi, amore mio, che neanche la morte ce l’ha fatta.
Il mio cuore è con te oggi come allora, la mia anima è lì dove è la tua.
Perché non basta vivere altre storie, vivere altre vite per dimenticare.
Gli amori unici non si dimenticano mai e tu, amore mio, lo sei stato, lo sei e lo sarai… per sempre.