“La politica calabrese non combatte la ‘ndrangheta”, inequivocabile il Pg di Catanzaro Dolce

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“La classe politica calabrese è in buona parte molto lontana dal condividere un percorso serio di lotta alla ‘ndrangheta. Ci sono ancora pacchetti importanti di voti controllati da mafiosi, che sono in grado di spostarli dove vogliono, su quale partito vogliono e su quale candidato vogliono”.

Così il sostituto procuratore generale di Catanzaro Salvatore Dolce, della Procura nazionale antimafia, dopo aver ricevuto il Premio Borsellino a Pescara.

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“A livello nazionale – ha aggiunto Dolce – avverto un’aria abbastanza diversa, ma anche lì ci sono dei lunghi passi in avanti da fare. Penso che una presa di coscienza rispetto a un fenomeno che non si può più sopportare, perché incide in maniera troppo pesante, ha un costo troppo alto dal punto di vista civile, delle libertà e anche economico, ci sia. Un fenomeno che non può che essere abbattuto in maniera seria; si ha la percezione che la classe politica nazionale questo lo stia comprendendo”. Secondo il procuratore sono di più, rispetto al passato, le vittime della criminalità organizzata che riescono a venire allo scoperto e a denunciare: “Si ha fiducia nella giustizia – ha detto – e questo lo avvertiamo anche come un onere. Forse ancora oggi rappresentiamo l’ultimo baluardo per il cittadino e per gli ‘ultimi'”.
fonte: Cosenza Web oggi