Minacce a Libera in Calabria. La ‘ndrangheta contro Nasone: “Farai la fine del capretto a Pasqua”

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Lettera di tre pagine, in dialetto, consegnata al sindaco di Palizzi, nel reggino, che ha dato al coordinatore regionale la cittadinanza onoraria. Indagano gli inquirenti, rafforzata la sicurezza

lettera di minacce

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA –  “Porco ti scrivo per avvertirti che fai la fine del capretto a Pasqua, se ancora respiri è perché lo vogliamo noi”.  Nuove minacce di morte per il coordinatore regionale di Libera Calabria, Mimmo Nasone. Una lettera manoscritta di tre pagine indirizzata a Nasone e ai volontari dell’associazione di don Ciotti  è stata recapitata nei giorni scorsi al sindaco di Palizzi, paesino in provincia di Reggio Calabria, Walter Scerbo, che ne ha denunciato il contenuto ai carabinieri.

Minacce anonime che però sembrano legate ad episodi specifici. Tre pagine, scritte in dialetto, in cui si annuncia “vi sciogliamo nell’acido, a te Nasone e a tutti i porci senza ritegno di Libera, dovrete saltare in aria tutti” e che gli inquirenti collegano probabilmente all’attività dell’associazione nell’area jonica reggina.

Mimmo Nasone infatti, a dicembre scorso, è stato insignito del titolo di cittadino onorario di Palizzi, e sempre nella stezza zone ha sede una cooperativa agricola, “Terre Grecaniche”, che aderisce al progetto di Libera.

Una coop, sostenuta dal coordinamento regionale di Libera, che mettendo a dimora alcuni terreni delle colline di Palizzi ha iniziato a produrre un vino che si è ritagliato una nicchia di mercato interessante anche dal punto di vista economico. Al punto che i soci della cooperativa nei mesi scorsi avevano deciso di acquistare altri 15 ettari di terreno incrementare la produzione.

Idea che, evidentemente, non è piaciuta ai ras locali dei clan. Ed infatti a inizio anno la cooperativa ha subito alcuni di danneggiamenti e furti in stile mafioso. Avvertimenti. A fine gennaio Mimmo Nasone e Libera erano intervenuti con un’iniziativa pubblica di solidarietà nei confronti dei soci della cooperativa a cui è stato garantito il sostegno di Libera. Ora, secondo gli inquirenti, sotto forma di lettera è arrivata la risposta dei clan locali. Un avvertimento chiaro: “E d’ora in poi quando salite sulle vostre belle macchine fatevi il segno della croce, porci”.

Un segnale che, fonti investigative fanno sapere, non sarà sottovalutato, e sul quale gli inquirenti sono già a lavoro da alcuni giorni. Da alcuni giorni, su disposizione della Prefettura, è stato potenziato il sistema di sicurezza delle forze di polizia attorno a Nasone che, già in passato, aveva subito una serie di minacce.

Fonte:repubblica.it