SIDERNO Delitto Congiusta, al processo d’appello il dirigente della polizia-

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«Pista passionale senza prove»

Rocco Romeo ha ripercorso tutta l’attività investigativa sull’omicidio

romeo luca

CALABRIA –
«Abbiamo espletato tutti gli accertamenti sul possibile movente passionale e su altre piste senza però approdare a nulla».

E’ quanto ieri ha detto il vice Questore Rocco Romeo che a Reggio Calabria è stato sentito nell’ambito del processo d’appello per
l’omicidio di Gianluca Congiusta. Romeo, che da dirigente del commissariato di Siderno nel 2005 seguì in prima persona le indagini, ha risposto alle domande del Procuratore Generale Scuderi e dell’avvocato della difesa Sandro Furfaro.

Il dirigente della Polizia di Stato ha riferito di avere messo in atto tutti gli accertamenti possibili per poter verificare se gli indizi
sulle ipotesi del delitto passionale o dell’omicidio legato al mondo dell’usura potessero avere riscontri sulla morte del giovane imprenditore Gianluca Congiusta, ma, come ribadito da Romeo, nessuna di queste piste investigative approdò a prove concrete.
In aula anche l’ispettore Curtale, uno dei primi ad interessarsi del caso Congiusta per conto del commissariato di Siderno.

Il poliziotto, vago e mai preciso, non è apparso lucido nel riferire degli accertamenti da lui effettuati. Il dibattimento d’appello bis
per l’omicidio di Gianluca Congiusta, dove l’unico imputato è Tommaso Costa, è ufficialmente ripartito con la testimonianza dei
funzionari della Polizia di Stato che all’epoca delle indagini avevano verbalizzato le informative sul delittodel giovane imprenditore
sidernese.

Il prossimo 17 settembre si torna in aula con il collaboratore di giustizia Vincenzo Curato che poche settimane fa aveva riferito ai magistrati della Distrettuale antimafia di una possibile reticenza del pentito Giuseppe Costa nel raccontare di essere a conoscenza
di un delitto compiuto dal fratello Tommaso.
p.v.

Fonte: Il quotidiano