Toscana/Mafia: Rossi, tenuta Suvignano non sara’ venduta

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Toscana/Mafia: Rossi, tenuta Suvignano non sara’ venduta

(ASCA) – Firenze, 11 set – Niente asta pubblica per la tenuta di Suvignano confiscata alla mafia. Il ”pressing” della Toscana sul governo ha sortito il suo effetto: il viceministro dell’interno Filippo Bubbico, si legge in una nota della Regione, si e’ impegnato con il presidente Enrico Rossi a modificare nel piu’ breve tempo possibile la norma a cui aveva fatto riferimento l’Agenzia nazionale per i beni confiscati prendendo la decisione di vendere la tenuta, e renderla quindi compatibile con il progetto regionale di valorizzazione.

”Un bellissimo risultato – esulta il presidente Rossi al termine di un lungo incontro romano – che conferma la sostenibilita’ e il valore sociale del progetto che abbiamo condiviso con gli enti locali interessati e con tante associazioni impegnate sul fronte antimafia. Vendere la tenuta avrebbe voluto dire correre il rischio di farla nuovamente cadere nelle mani sbagliate o esporla a rischio di speculazioni. Adesso ci mettiamo subito al lavoro per concretizzare il nostro sogno”.

La notizia della decisione dell’Agenzia aveva suscitato nelle scorse settimane in tutta la Toscana, e non solo, una vera e propria ondata di proteste. Il presidente Rossi se ne era fatto interprete in una lettera inviata al premier Enrico Letta e al ministro Angelino Alfano. La Regione aveva quindi deciso il ricorso al Tar e aveva partecipato con propri rappresentanti alla grande manifestazione che si e’ svolta proprio a Suvignano domenica l’8 settembre. Poi ci sono stati contatti telefonici tra Rossi e il viceministro e infine la riunione decisiva di oggi, a cui hanno partecipato anche il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, il prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, e il direttore generale della Regione Toscana Antonio Davide Barretta.

”Il progetto regionale – ricorda il presidente Rossi – rispetta le finalita’ sociali previste dalla normativa, con il proseguimento dell’attivita’ produttiva di un’azienda che occupa 12 dipendenti per un valore delle attivit’ e dei beni di circa 30 milioni di euro. Questo territorio continuera’ ad essere produttivo e nello stesso tempo attivo nella battaglia per la legalita”’.