Feste patronali, l’arcivescovo Mondello: “Fuori la ‘ndrangheta dall’organizzazione”

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Il presidente della Cec ai microfoni di “Radio Vaticana”

Feste patronali, l’arcivescovo Mondello: “Fuori la ‘ndrangheta dall’organizzazione”

Reggio Calabria. La Chiesa del Sud deve tenere i mafiosi fuori dall’organizzazione delle feste patronali.

Lo ribadisce, ai microfoni di Radio Vaticana, monsignor Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e presidente della Cec – la Conferenza episcopale calabra -, in vista della visita a Limina dei vescovi calabresi, dal 21 al 24 gennaio, e dell’incontro con papa Benedetto XVI.

Il presule, a proposito del problema delle feste religiose, spiega che <a volte sono organizzate da persone della mafia, impedendo alla comunità cristiana di viverle in modo adeguato (…). Devono essere l’intera comunità parrocchiale e il suo Consiglio pastorale a programmare e a gestire le feste patronali e le processioni, senza affidare questi compiti a comitati esterni>.

<Per quanto riguarda il nostro impegno per contrastare la ‘Ndrangheta come forma di peccato, debbo dire che c’è molta disinformazione – argomenta ancòra monsignor Mondello -. Molti ignorano i nostri sforzi o pensano che dobbiamo sostituirci alla magistratura o alla polizia. Il nostro compito è essere segno dell’amore di Dio per l’umanità e segno di salvezza. Nostro compito perciò e innanzitutto aiutare i mafiosi a convertirsi; magari, allontanandoli dalla Chiesa se questo non avviene>.

Invece, fa notare l’arcivescovo reggino, <una mentalità mafiosa non si cambia solo arrestando e punendo, ma è necessario soprattutto educare la gente a formarsi con una mentalità ‘non mafiosa’. Educare i bambini a non avere i boss-mafiosi come modelli, a non considerarli uomini di onore ma uomini di disonore>.