Santoro fa da sponsor al cavaliere

Print Friendly

Santoro fa da sponsor al cavaliere

Sconcertante e demoralizzante puntata di “Servizio pubblico”: Berlusconi straripa senza che nessuno argini le sue sparate.

Abbiamo assistito sempre più sconcertati, man mano che passava il tempo, a una puntata di Servizio Pubblico da dimenticare. Appena saputo che Berlusconi sarebbe stato l’unico ospite, la star della serata, eravamo rimasti perplessi sull’opportunità di regalargli tanto spazio e attenzione.

Perché dargli una opportunità così golosa? Ormai era alle corde e bisognava lasciarlo nel suo angolino a belare numeri e percentuali inventati, a raccontare al vento la solita tiritera “non sono io che mi propongo, sono gli altri che mi pregano di farlo”, come quello spompato vecchio leader in disarmo che è. Ma se proprio lo si voleva invitare, almeno pensavamo che lo si sarebbe mazzolato a dovere, che gli si sarebbe data una bella lezione, facendogli tutte quelle domande scomode che lui non ha mai permesso a nessuno dei giornalisti in ginocchio con cui parlava, di fare.

Invece le cose hanno preso un’altra piega e per quanto quello che il cavaliere diceva fosse come sempre a un livello infimo, non c’è stato un vero e proprio contraddittorio e non sono state sufficientemente sottolineate le sciocchezze dette, ridicolizzandole. Insomma sembrava che tutti lo rispettassero, che lo trattassero addirittura con deferenza, come certamente non si è meritato in tutti questi anni!

Santoro gli ha lasciato dire bugie e stupidaggini a briglia sciolta, ha impedito al pubblico in sala di commentare le sue sparate e non ha rintuzzato i suoi attacchi. Così la trasmissione aveva un’aria fasulla, sembrava un “teatrino” banale, vecchio, noioso e senza sorprese. I due contendenti: il vecchio leader e il navigato conduttore continuavano ad annusarsi come due cani storditi e circospetti, senza che nessuno iniziasse la lotta con morsi e zampate. Recitavano senza convinzione una parte certamente concordata e non riuscivano a suscitare interesse e coinvolgimento, facendo decollare la trasmissione.

Alla fine un Santoro più preoccupato di apparire politically correct che dello spazio che lasciava al cavaliere, ha permesso che aggredisse e insultasse Travaglio, che da parte sua non ha saputo reagire con fermezza. Così i due padroni di casa sono sembrati entrambi spaesati e offesi, deboli e indecisi, mentre il vecchio caimano continuava a sorridere sotto le reazioni verbali, scomposte e poco incisive. Sorrideva perché si rendeva conto che nell’agguato che gli avevano maldestramente teso, avevano finito per caderci loro.

E a noi che arrabbiati, seccati e delusi assistevamo a questo naufragio di una trasmissione buttata via, veniva solo da chiederci “Perché si sono infilati in questo stupido cul de sac? Perché gli hanno regalato questo spazio e questa occasione? Perché hanno gestito così male tutta la cosa?”

Insomma: perché lo hanno invitato? Qual era l’obiettivo che si erano prefissati e qual è il risultato, il ricavo di quella serata? Certo avrà fatto soldi a palate ieri sera il furbo Santoro, ma di sicuro non ha fatto un buon servizio al centro sinistra.

Anzi: così ancora una volta è qualcuno della sinistra che rilancia il cavaliere, ridandogli attenzione e credibilità, mentre è al tappeto. Successe anche dopo il discorso del predellino, vi ricordate? Quando perfino Fini e Casini definirono l’evento come “le comiche finali”. Allora fu Veltroni a rilanciare il cavaliere, riconoscendolo e rivolgendosi a lui come il referente della parte avversa. Oggi è Santoro, che gli regala due ore emmezza in vetrina e in piena campagna elettorale.

Perché la sinistra è sempre il suo migliore sostenitore e sponsor?? Qualcuno per favore mi sveli l’arcano mistero!