’Ndrangheta in Lombardia, 41 condanne

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’Ndrangheta in Lombardia, 41 condanne

Tra gli imputati l’ex direttore della Asl di Pavia, Carlo Chiriaco

milano

Centocinquanta condanne. È questo il bilancio complessivo del maxi blitz anti-`ndrangheta scattato in Lombardia nel luglio del 2010: ad un anno dalle 110 condanne disposte in abbreviato dal gup Roberto Arnaldi, oggi se ne sono aggiunte una quarantina, con pene comprese tra i 3 e i 20 anni. Era stata battezzata Operazione Infinito, obiettivo colpire presunte infiltrazioni della `ndrangheta in Lombardia. 

Il collegio dell’ottava sezione penale di Milano ha stabilito la pena più alta, 20 anni, per Pio Candeloro. Sono 18 gli anni per Giuseppe `Pino´ Neri, per l’accusa ex capo della struttura di vertice della `ndrangheta in Lombardia (`La Provincia´), 13 anni e 6 mesi quelli per l’ex carabiniere Michele Berlingieri. Ancora, tredici anni per l’ex direttore della Asl di Pavia Carlo Chiriaco, definito dagli investigatori «figura inquietante e paradigmatica». Tra le altre c’è anche la condanna a 12 anni per l’imprenditore Ivano Perego. 

Per loro i giudici, presieduti da Maria Luisa Balzarotti, hanno stabilito anche, a pena espiata, 3 anni di libertà vigilata. Oltre ai verdetti (compresi di tre assoluzioni), il collegio ha definito una `pioggia´ di risarcimenti che alcuni tra gli imputati sono stati condannati a versare in solido. 

La cifra più alta è stata assegnata alla Regione Lombardia: un milione di euro più 200 mila euro da parte di Chiriaco. Cinquecentomila euro per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Risarcimenti spettano anche ai ministeri dell’Interno e della Difesa. Così come tra gli altri sono stati disposti 300 mila euro alla parte civile Regione Calabria, la stessa cifra al Comune di Bollate, Pavia, Seregno, Desio e la provincia di Monza e Brianza. 

Un religioso silenzio ha accompagnato la lunga lettura del dispositivo avvenuta all’interno dell’aula bunker di via Filangeri, al cospetto di imputati fuori e dietro le sbarre, di familiari e una platea di giornalisti. Un silenzio interrotto solo per un attimo da una reazione di sconforto venuta da parte di familiari. Si è chiuso così, in primo grado, un altro capitolo delle indagini `Infinito´ della Dda di Milano, guidata da Ilda Boccassini che avevano individuato una quindicina di presunte `locali´ della `ndrangheta sparse per Milano e dintorni. In 174 vennero arrestati in Lombardia e la Procura di Milano chiese e ottenne il giudizio immediato. Più di una decina hanno già patteggiato, un centinaio sono stati giudicati con rito abbreviato, ora in corso d’appello, oggi è stata la volta del primo grado di quelli che avevano scelto il rito ordinario.