E’ morto Piero Luigi Vigna, addio all’ex capo dell’antimafia

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E’ morto Piero Luigi Vigna, addio all’ex capo dell’antimafia

Aveva 79 anni ed era malato da tempo. Sarà cremato. I familiari accanto a lui: “Lucido fino alla fine”. Il cordoglio delle istituzioni

Firenze, 28 settembre – E’ morto a Firenze Pier Luigi Vigna, magistrato fiorentino ed ex procuratore nazionale antimafia. Aveva 79 anni. Vigna, malato da tempo, era ricoverato da due settimane al Centro Oncologico Fiorentino Villa Ragionieri, la struttura della quale era presidente, assistito dalla moglie Silvia, dal figlio Leonardo e dalle due sorelle. La figlia del magistrato vive negli Usa ed era stata pochi giorni fa a fare visita al padre prima di tornare a New York. Chi gli è stato vicino fino agli ultimi giorni lo definisce ”lucido fino alla fine”. Sarà cremato, ”come da suo desiderio”. La camera ardente sarà allestita proprio al centro oncologico di Sesto e sarà aperta dalle 9 di domani mattina. Non ancora nota invece la data del funerale. 

LA CARRIERA – Piero Luigi Vigna, era nato a Borgo San Lorenzo (Firenze). In magistratura dal ’59, ha svolto quasi tutta la sua carriera a Firenze: dalla metà degli anni Sessanta è nell’ organico della procura del tribunale che guida dal giugno 1991. Dopo varie esperienze in inchieste contro il terrorismo nero e rosso, Vigna comincia a occuparsi di mafia nel 1984 in occasione della strage sul treno rapido ”904” (16 morti e 266 feriti).

Con la nascita della Direzione distrettuale antimafia della Toscana, avvia numerose inchieste di livello nazionale su traffici di armi e droga fino alla scoperta dell’Autoparco di Milano. Un’inchiesta complessa che determinerà anche momenti di tensione tra la procura fiorentina e quella di Milano. Da quelle indagini, condotte dal Gico di Firenze, verrà comunque anche l’input per l’avvio dell’inchiesta della Spezia.

E’ con Vigna che Gaspare Mutolo, nel 1992, comincia a collaborare con la giustizia ed è da allora che il magistrato fiorentino inizia ad occuparsi, in maniera sempre più intesa, del problema dei ”pentiti”, fino ad essere chiamato nel gruppo di lavoro che redige il nuovo regolamento sui collaboratori di giustizia e nella speciale commissione incaricata di vagliare le richieste di accesso ai programmi di protezione.

Il nome di Vigna è anche legato alle indagini sul ”mostro” di Firenze. L’attività della Procura fiorentina sul fronte antimafia si intensifica con le inchieste sulle autobombe mafiose della primavera-estate 1993 a Firenze, Roma e e Milano ed è nell’ ambito dell’inchiesta bis sui presunti ”mandanti a volto coperto” delle stragi che Vigna, insieme ai colleghi di Caltanissetta e Palermo, comincia a raccogliere le prime dichiarazioni di Brusca.

Nel mondo giudiziario Vigna si è spesso schierato ”’controcorrente”: assolutamente contrario all’impegno dei magistrati in politica ”anche da pensionato”, si è detto sempre a favore della separazione delle carriere tra giudici e pm, si è battuto per l’istituzione dei tribunale distrettuali antimafia ed a favore del raggruppamento delle strutture investigative antimafia in un unico organismo. Dal 1997 al 2005 è stato nominato procuratore nazionale antimafia, succedendo a Bruno Siclari.

I MESSAGGI DI CORDOGLIO – Tantissimi le manifestazioni di affetto arrivate dalle istituzioni alla notizia della morte di Vigna. Nei messaggi il ricordo di un grande magistrato e di un grande uomo.

GRASSO: “SI FECE INDIETRO PER FALCONE” – ”Ho cominciato a stimare Pierluigi Vigna quando fece un passo indietro dopo avere appreso che Giovanni Falcone aveva presentato domanda per la Procura nazionale antimafia appena istituita”. Così il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ricorda il magistrato di cui è stato per anni collaboratore e amico. ”Quella volta – dice – Vigna telefonò a Falcone per dirgli: ritiro la mia domanda perché nessuno meglio di te può ricoprire questa funzione”. ”La stima – aggiunge Grasso – nei suoi confronti è cresciuta nel tempo. L’ho conosciuto e apprezzato quando dirigeva a Firenze le indagini sulle stragi del 1993. Poi come procuratore nazionale antimafia. Fu proprio lui a mandarmi a Firenze per lavorare con i pm Gabriele Chelazzi e Giovanni Nicolosi ancora sulle stragi. A lui debbo la mia nomina a procuratore nazionale antimafia aggiunto prima di essere nominato procuratore a Palermo”. ”La cosa che più mancherà al Paese – conclude – sono il suo impegno, la sua professionalità, la sua esperienza e la lucidità mantenuta fino all’ultimo soffio di vita. A me mancheranno la sua passione per il gioco dello scopone, che usava per allenare la mente, l’amico, l’uomo, l’affetto”.
 

RENZI: “STRAORDINARIO IL SUO IMPEGNO PER FIRENZE” – “La sua figura incarnava il rigore morale, la difesa della legalità e il senso delle istituzioni, sempre accompagnate da grande umanità”. Lo ha dichiarato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. ”Era un grande magistrato – ha detto – e un grande uomo. Ho avuto il privilegio di avere la sua amicizia e i suoi preziosi consigli ed oggi sono profondamente commosso”. In una nota Renzi ha ricordato che ”nella sua lunga carriera in magistratura, svolta in massima parte a Firenze, Vigna si è occupato e ha ottenuto rilevantissimi risultati in alcune delle inchieste più impegnative e difficili del nostro paese, dal terrorismo ai delitti del ‘Mostro’, dal traffico di armi e droga fino alla lotta alla mafia, con le indagini sulla strage di via dei Georgofili che tanto ha segnato la nostra città. Ed insieme, ha dimostrato sempre anche uno straordinario impegno civico con la sua città. Alla sua famiglia, la moglie Silvia, ai figli l’abbraccio mio personale e di tutta Firenze”. “Se ne va – aggiunge – un pezzo di storia italiana”.
 

QUATTROCCHI: “LA STORIA DI FIRENZE E’ LEGATA A LUI” – “La procura di Firenze apprende tramortita dal dolore della scomparsa dell’amico e collega dottor Pier Luigi Vigna. La storia giudiziaria di questa città e di tante altre vicende che l’intero Paese ha vissuto sono legate al suo nome, al suo valore, alle sue grandi capacità investigative, ai risultati conseguiti”. Lo dice il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, commentando la morte di Vigna: ”Noi che, ispirati anche da quell’esempio, lavoriamo ancora nella sua procura – aggiunge Quattrocchi -, ne coltiviamo gli insegnamenti, il ricordo e l’affetto mai sopito”.

CHITI: “DOTI UMANE E INTELLETTUALI” – “Apprendo con profondo dolore la notizia della scomparsa dell’ex Procuratore Nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna”. Lo afferma il vice presidente del Senato Vannino Chiti, che aggiunge: “Oltre al suo prezioso impegno nella lunga carriera da magistrato in prima linea, di lui ho apprezzato le doti umane e intellettuali. Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di collaborare a lungo con lui: quando ero presidente della Regione Toscana e Vigna guidava la Procura di Firenze abbiamo collaborato per tante iniziative, in particolare nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Sono vicino ai familiari in questo triste momento”.

VELTRONI: “IMPEGNATO PER UNA CULTURA DELLA LEGALITA'” –  La morte di Pierluigi Vigna mi addolora. Vigna, nella sua lunga vita di magistrato era stato protagonista impegnato su tanti fronti, dalla lotta al terrorismo a quella alla criminalità organizzata. Importante è stato anche il suo lavoro per la diffusione di una cultura della legalità anche tra i giovani. E’ stato un magistrato rigoroso e impegnato a cui il nostro paese deve molto”. Così in una nota Walter Veltroni.

DI PIETRO: “IMPORTANTE IL SUO LAVORO SULLA STRAGE DEI GEORGOFILI” – “La scomparsa di Pierluigi Vigna ci addolora. Esprimiamo vicinanza e cordoglio alla famiglia”. E’ quanto afferma in una nota il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Il suo lavoro certosino è stato importante soprattutto nella ricostruzione delle responsabilità della strage di via dei Georgofili. Chi ha avuto la possibilità di conoscerlo, non ha potuto non ammirarlo per la sua capacità minuziosa di ricerca delle prove e della loro puntuale verifica. E’ stato un grande magistrato che ha fatto onore al Paese e a tutta la magistratura. Resterà un esempio per i tanti sostituti procuratori che seguiranno le sue orme”.

SCHIFANI: “GIURISTA DI ECCEZIONALE CAPACITA'” – “Il nostro Paese ha perso un uomo di grande valore e un giurista di eccezionale capacità: attraverso la sua lunga carriera, il suo costante e incessante impegno, ha saputo mostrare il significato del senso del dovere, della lealtà, della rettitudine, dell’indipendenza e dell’autonomia del magistrato nel senso più ampio del termine. Desidero esprimervi – conclude il Presidente del Senato Schifani – i sentimenti del più sincero cordoglio e di una commossa partecipazione”.

CASINI: “MAGISTRATO SCOMODO” –  “Pierluigi Vigna è stato un magistrato scomodo e rigoroso, ma sempre al di sopra di ogni sospetto e di una rara imparzialità. Se ne va un uomo perbene di cui l’intera magistratura non può che essere fiera”. Lo afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

VENDOLA: “UN COLPO AL CUORE” -“Un grande magistrato, un uomo libero, mi piaceva la sua schiettezza e vivacità intellettuale. Per me è un colpo al cuore la scomparsa di Vigna”. Così su twitter Nichi Vendola.

ROSSI: “UN SERVITORE DELLO STATO” – “E’ stato un grande servitore dello Stato. Con lui, perdiamo una persona capace, lucida e coerente”. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sul suo profilo facebook. “Vigna – aggiunge il governatore – ci ha insegnato che la mafia non si combatte solo sul terreno del contrasto giudiziario ma anche sul terreno dell’educazione e della cultura della legalità. Mi piace ricordare che è stato uno dei protagonisti, insieme a Caponnetto e don Ciotti, della nostra normativa regionale sulle attività di contrasto alla criminalità. A nome di tutti i toscani: grazie Vigna, ci mancherai”.